Più famiglia oggi più Italia domani

3 febbraio 2013 08:11 3 comments

Piattaforma valoriale e operativa del Forum delle associazioni familiari per le elezioni politiche 2013

Nel nostro Paese la famiglia ha confermato sul campo di essere insostituibile capitale sociale, incessante generatore di bene comune e preziosa risorsa di coesione sociale e di solidarietà, nonostante la recente crisi globale che ha colpito l’Italia in modo particolare.

Troppo lunga è però la crisi, troppo deboli i sostegni alla famiglia da parte della società e della politica: così molti nuclei familiari, quasi “sotto attacco”, rischiano oggi di logorarsi definitivamente.
Occorre quindi che la società, la politica, il sistema economico costruiscano una nuova Alleanza con la famiglia, per promuoverla e sostenerla, per valorizzarla non solo come ammortizzatore sociale, ma soprattutto come motore di sviluppo e di ripresa, e come irrinunciabile luogo di mediazione e di scambio di solidarietà tra i sessi e le generazioni. È in gioco la tenuta complessiva del nostro sistema sociale.

Al Paese servono urgenti e innovative politiche familiari, capaci di valorizzare la famiglia con una concreta e coerente attuazione del principio di sussidiarietà: politiche promozionali, sostegno alla qualità relazionale dei nuclei familiari, ascolto, promozione e collaborazione con l’associazionismo familiare.

Questo chiediamo a chi si candida al governo del Paese per i prossimi cinque anni.

Questo valutiamo nei programmi elettorali.

Questo verificheremo puntualmente nell’azione del governo e del Parlamento.

I sette “Sì alla famiglia” presentati in questa Piattaforma costituiscono la nostra bussola per la costruzione di un’Italia più “a misura di famiglia”, quindi più umana, solidale, capace di restituire fiducia e speranza al nostro Paese.

 

1. SÌ ALLA CITTADINANZA DELLA FAMIGLIA

La cittadinanza della famiglia si radica nel disegno complessivo della nostra Costituzione, che affida la costruzione del bene comune ad ogni attore sociale, a partire dai singoli cittadini, passando per i corpi intermedi fino alle più alte istituzioni dello Stato. La responsabilità e l’assunzione di diritti e doveri di reciprocità e di solidarietà sono legge fondativa e dinamica irrinunciabile dell’esperienza familiare, di quella “società naturale” che la Costituzione riconosce “fondata sul matrimonio” (art. 29), cui attribuisce specifici compiti di rispetto e reciprocità tra i coniugi, di responsabilità educativa verso le nuove generazioni, di costruzione dei legami di solidarietà intergenerazionali.

Quindi è la famiglia costruita su un progetto di vita, amore e cura reciproca tra un uomo e una donna, aperta alla genitorialità, fondata su un esplicito impegno pubblico quale è il matrimonio, ad essere una risorsa insostituibile per la costruzione di un Paese più moderno, più solidale, più accogliente, più capace di uscire dalla crisi.

Non si potrà costruire un futuro migliore per il Paese senza l’azione di famiglie socialmente responsabili, e senza politiche capaci di promuovere e valorizzare il protagonismo pubblico della famiglia, la sua cittadinanza attiva.

Alle famiglie non servono elemosine, né interventi assistenziali, né ciambelle di salvataggio: serve invece con urgenza un coraggioso investimento su chi genera il capitale umano e sociale del nostro Paese.

In fondo non è altro che l’applicazione del mandato dell’art. 31 della Costituzione, che impegna la Repubblica ad agevolare “con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. Le famiglie i loro doveri li hanno ampiamente onorati: oggi è tempo di rendere esigibili tali diritti.

 

2. SÌ ALLA CENTRALITA’ DELLA FAMIGLIA PER LO SVILUPPO DEL PAESE

La centralità della famiglia nello sviluppo del nostro Paese passa soprattutto attraverso tre questioni decisive: l’equità fiscale sui carichi familiari; il concreto finanziamento delle politiche familiari; la valutazione di impatto familiare.

a) Da questa legislatura ci attendiamo finalmente l’applicazione del principio costituzionale dell’articolo 53 (equità fiscale secondo la capacità contributiva, quindi misurando in modo appropriato i carichi familiari), attuabile attraverso l’applicazione del FattoreFamiglia, che propone di alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie attraverso una congrua no tax area familiare. Da questo prioritariamente si valuterà la reale consistenza degli impegni per la famiglia nell’azione parlamentare e di governo della prossima legislatura. Il tempo dell’equità fiscale per le famiglie è adesso!

b) La costruzione di serie politiche familiari esige oggi la scelta strategica di investire risorse certe nel lungo periodo, uscendo dalla logica dei “micro-interventi”, poco finanziati o una tantum. Occorre sanare lo spread tra le risorse per le politiche familiari italiane rispetto agli altri Paesi europei.
Manca un punto di Pil alle politiche per la famiglia in Italia, rispetto alla media europea. Chiediamo quindi che nel prossimo quinquennio “un punto di Pil in più per la famiglia” sia l’obiettivo concreto per il bilancio delle politiche familiari del nostro Paese. Strumento privilegiato per tale obiettivo è la costituzione di un Fondo permanente per la famiglia.

c) La valutazione di impatto familiare (VIF) deve garantire che per ogni provvedimento agito siano valutate ex ante le conseguenze dirette e indirette sulle concrete condizioni di vita delle famiglie. Chiediamo che nel prossimo quinquennio vengano introdotti modelli sperimentali di VIF a livello nazionale, regionale e locale, su cui costruire un sistematico osservatorio. La centralità della famiglia nelle scelte politiche per il futuro del Paese potrà avvalersi del Piano nazionale per la famiglia, approvato per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana nel 2012, che pone in modo esplicito la famiglia come punto prioritario nell’Agenda del governo. Chiediamo che nel prossimo quinquennio quanto indicato nel Piano divenga obiettivo operativo e concreta azione amministrativa, con realistici e vincolanti programmi attuativi, che esplicitino e diano certezza di tempi e di risorse economiche.

 

3. SÌ AL SOSTEGNO ALLA VITA, ALLA NATALITA’, ALLE FAMIGLIE GIOVANI

L’inverno demografico del nostro Paese è il primo ostacolo allo sviluppo e al futuro del Paese. Occorre un investimento strategico in sostegni economici diretti alla maternità e in nuovi servizi di sostegno per l’armonizzazione famiglia-lavoro, per rilanciare la natalità nel nostro Paese, consentendo ai coniugi di avere il numero di figli desiderato. Particolare attenzione dovrà inoltre essere dedicata anche alle politiche previdenziali di sostegno alla maternità e alla cura dei figli, incentivando altresì l’accoglienza familiare adottiva ed affidataria.

Decisivo sarà anche il rafforzamento di politiche mirate di inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, insieme ad una politica abitativa promozionale nei confronti delle famiglie in formazione, capace di sostenere progetti di stabilità coniugale e di genitorialità.

Confermiamo l’estrema urgenza di promuovere la tutela assoluta della vita, dal concepimento fino al suo termine naturale, esercitando in ogni ambito della società, – in famiglia, nei servizi socio-sanitari, nella società civile, nel mondo del lavoro – una decisa “preferenza per la nascita”, nella prospettiva della tutela sociale della maternità garantita dalla Costituzione (art. 31), che deve tornare ad essere obiettivo prioritario dei servizi socio-sanitari operanti in questo ambito, e dei consultori in particolare. Servizi, questi ultimi, che esigono oggi una decisa ridefinizione organizzativa ed operativa, più integrata e relazionale.

Occorre rilanciare con forza la costruzione di un nuovo sistema di welfare plurale e coordinato, sussidiario e solidale, che metta al centro la persona e la famiglia, attraverso forme dirette e strutturate di raccordo, integrazione e collaborazione tra la rete formale del servizio pubblico e la rete informale dell’associazionismo familiare e del volontariato, anche attraverso procedure di accreditamento socio-sanitario. La fiducia e la speranza nel futuro dell’intero Paese si ricostruiscono soprattutto sostenendo attivamente le famiglie che, accogliendo la vita e i figli, custodiscono oggi le generazioni che costruiranno il futuro di tutti.

 

4. SÌ ALLO SVILUPPO CON PIU’ LAVORO IN ARMONIA CON CURA E RELAZIONI

Lo sviluppo e la ripresa del sistema Paese saranno solidi e permanenti solo se poggeranno le proprie basi su un aumento dell’occupazione e un miglioramento della sua qualità: un lavoro stabile, pagato equamente, flessibile “a favore di famiglia”, che liberi competenze e creatività. Solo da questa nuova visione del lavoro possono scaturire progetti familiari a lunga scadenza: solo la buona occupazione permette di fare e mantenere famiglia.

Il lavoro è infatti un diritto/dovere costituzionale di cittadinanza attiva e di responsabilità, che deve essere armonizzato con le esigenze di cura della famiglia, per renderlo davvero fattore qualificante e decisivo nella vita delle persone. Armonizzare nei tempi e nelle modalità di vita l’esperienza lavorativa e le reti familiari è quindi il primo obiettivo strategico per progettare un piano per l’occupazione capace di includere i giovani, le donne e le famiglie, con i loro progetti di vita.

Sono urgenti in particolare un Piano straordinario di sostegno al lavoro dei giovani; un Piano straordinario di sostegno alla condizione lavorativa e familiare delle donne, capace di offrire strumenti di libertà di scelta tra lavoro in casa e lavoro fuori casa, non limitando gli interventi di politica del lavoro al pur necessario sostegno alle donne che lavorano, ma promuovendo esplicita valorizzazione, riconoscimento e sostegno anche del lavoro familiare non retribuito.

In questo senso assumono un ruolo chiave i servizi di sostegno alla conciliazione famiglia – lavoro (ad ogni livello, sia nazionale che locale), che dovranno modularsi con una progressiva differenziazione dei modelli di offerta, per intercettare più efficacemente le differenti scelte e condizioni di vita delle famiglie.

 

5. SÌ A UN PAESE SUSSIDIARIO SOLIDALE, ACCOGLIENTE

L’ attuale modello di welfare nel nostro Paese è spesso ancora riparatorio e assistenziale, troppo dipendente da un sistema istituzionale che mette al centro l’intervento pubblico diretto.
Occorre invece promuovere e valorizzare il protagonismo delle persone e della società civile, nella costruzione di un modello di welfare che dovrà essere sempre più locale, plurale, promozionale e preventivo.

Le famiglie stesse, nel primo modello sono considerate prevalentemente “fragili e bisognose”, mentre occorre costruire un welfare abilitante, che “aiuti le famiglie ad aiutarsi” e a riscoprire le proprie potenzialità.

Il futuro del Paese esige un forte sistema di welfare, non una sua cancellazione o un radicale ridimensionamento; esso dovrà però essere costruito valorizzando e promuovendo la responsabilità sociale di ogni attore sociale, dal privato cittadino alle famiglie, fino alle imprese e alle forze sociali.

In tal modo la democrazia partecipativa e l’economia sociale sapranno costruire e sostenere una società solidale, anche riconoscendo le esperienze associative familiari, spesso connotate da forti valenze di auto-aiuto e mutualità solidaristica.

A questo riguardo tre sono le priorità operative:

- il sostegno alle persone fragili e non autosufficienti, all’interno delle loro reti familiari, in modo da costruire percorsi comunitari e domiciliari di sostegno alle funzioni di cura. Strategico in questo è un finanziamento stabile e congruo del Fondo per la non autosufficienza;

- il contrasto alla povertà, che sempre più spesso si qualifica come “povertà familiare”.
In questo ambito i sostegni economici diretti, pur necessari, devono essere ripensati e costruiti evitando ogni trappola di povertà o assistenzialismo, ma promuovendo percorsi di reinserimento e di nuova responsabilità.

- da ultimo, il grande tema dell’integrazione interculturale rispetto alle presenze di stranieri nel nostro Paese va riprogettato fuori dall’emergenza assistenziale, favorendo seri percorsi di integrazione. In questo senso priorità assoluta, anche per il suo valore simbolico, è il tema della cittadinanza per i minori nati in Italia da genitori stranieri.

 

6. SÌ ALLA LIBERTA’ DI EDUCARE NELLA SCUOLA PER TUTTI

Per combattere la grave emergenza educativa con cui si confronta il nostro Paese occorre rafforzare l’impegno formativo della scuola e le irrinunciabili responsabilità che la Costituzione attribuisce alla famiglia (“È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”, art. 30). Per questo è sempre più urgente ricostruire un’alleanza tra famiglia, scuola e tutti gli altri attori sociali che hanno responsabilità educative verso le nuove generazioni.

Questa alleanza trova il suo naturale sviluppo a partire dalle singole unità scolastiche, chiamate all’autonomia e responsabili della costruzione di progetti formativi ed educativi condivisi con tutti gli attori sociali del territorio. Per questo sono fondamentali adeguati sistemi di valutazione della qualità dell’offerta formativa, nonché la definizione dei nuovi sistemi di partecipazione e autogoverno delle istituzioni scolastiche, che devono prevedere, sia per la valutazione che per la gestione, un esplicito e non formale ruolo di responsabilità per le famiglie e le loro associazioni (oltre che per gli studenti, con modalità appropriate rispetto all’età).

La libertà di educare è insomma sfida che interpella tutta la scuola pubblica, nelle sue articolazioni statali e paritarie, da considerare di pari dignità e titolarità. La presenza di un’offerta formativa “libera”, a gestione non statale, da parte di soggetti di società civile, è in questo senso fattore di positivo e virtuoso confronto, all’interno di un sistema formativo policentrico, plurale, integrato fra scuola ed extrascuola. Occorrono quindi politiche di reale parità, che non si contrappongono al sistema a gestione statale: unica è la scuola pubblica, e la diversità di enti gestori è ricchezza e valore per tutti. Per questo occorre anche rafforzare la libertà e la responsabilità educativa delle famiglie che scelgono l’istruzione paritaria, senza penalizzarle economicamente.

Infine alcune priorità devono essere custodite anche dal punto di vista del sostegno economico, nel valorizzare il sistema scolastico come strumento di integrazione sociale e di promozione delle nuove generazioni: la promozione dell’offerta formativa in età prescolare; un nuovo sostegno alla formazione tecnico-professionale, capace di valorizzare “l’intelligenza delle mani” di tanti giovani nel nostro Paese; un rafforzamento delle attività di sostegno all’integrazione dei minori disabili; una gestione sempre più appropriata della presenza di alunni provenienti da altri Paesi.

 

7. SÌ AD UN’EUROPA CHE RICONOSCE E PROMUOVE LA FAMIGLIA

La costruzione dell’Unione europea è oggi una sfida che interessa prima di tutto la vita quotidiana di milioni di cittadini europei. Non bastano gli accordi politici ed economici tra i governi.
Serve una cittadinanza fondata sulla dimensione sociale, su una consapevolezza capace di interpellare i mondi vitali, l’esperienza concreta delle persone, la loro vita quotidiana.

Diventa allora cruciale, in questa prospettiva, il ruolo della famiglia, come ambito privilegiato di costruzione dell’identità personale, ma anche come luogo sociale essenziale di mediazione tra individuo e società, come spazio educativo a valori personali e sociali, come strumento insostituibile per costruire coesione sociale e solidarietà. Non è possibile costruire un’Europa dei popoli senza domandarsi quale ruolo la famiglia può avere in questo processo.

In particolare l’Europa ha bisogno di una famiglia riconosciuta come luogo di reciprocità tra i sessi e le generazioni, socialmente riconosciuto, ambito di solidarietà interna tra i membri. Soggetto titolare di diritti e doveri, come ben esprimono l’espressione “cellula fondamentale della società” (Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, 1948) e la formula “cittadinanza della famiglia”.

Proprio per questo non possiamo accettare un approccio individualistico-privatizzato, dove la famiglia venga assimilata a qualunque forma di vita privata, fino a farle perdere la consistenza di “cellula della società”. Tale orientamento tende a prevaricare il principio di sussidiarietà, pretendendo di modificare e omogeneizzare le norme e le culture nazionali sulla vita familiare e sulle politiche sociali e familiari, ambito esplicitamente sottratto alla competenza europea a favore della titolarità e responsabilità dei singoli Stati.

Al centro della politica europea deve invece esserci il riconoscimento della famiglia come istituzione fondamentale della società. Occorre riconoscere la famiglia e le associazioni familiari quali soggetti di cittadinanza attiva a livello europeo, promuovendone le specifiche funzioni sociali, alla luce dei principi della parità morale e giuridica fra i sessi e della solidarietà fra le generazioni.

 

COME ADERIRE

Questa Piattaforma raccoglie le richieste/proposte delle associazioni familiari al nuovo governo ed al nuovo Parlamento sui temi che maggiormente incrociano la vita delle famiglie. Le richieste vengono poste ai candidati perché su esse si impegnino con una scelta che diventa anche discriminante delle scelte degli elettori. Per questo i candidati che si riconoscono nel documento del Forum comunicano la propria adesione con una mail indirizzata a adesioni@forumfamiglie.org. L’elenco formato da queste adesioni sarà disponibile nel sito del Forum (www.forumfamiglie.org) e nell’immediatezza delle elezioni sarà oggetto di comunicazione a mezzo stampa perché il criterio della consonanza sui “valori non negoziabili” possa diventare criterio di voto.
Nel momento in cui i candidati inviano la loro adesione riceveranno, sempre via mail, un logo specifico che potranno utilizzare nella realizzazione del materiale di propaganda on line o cartaceo.
Il Forum si impegna a contattare i candidati risultati effettivamente eletti per sostenere e verificare insieme l’attuazione di punti della Piattaforma da loro sottoscritta.
Per qualunque informazione i nostri uffici sono a disposizione:

FORUM DELLE ASSOCIAZIONI FAMILIARI

LungoTevere dei Vallati 10, 00186 Roma

Tel. 06.68309445 || Fax 06.45405740 || Mail: forum@forumfamiglie.org

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