Vademecum per una cittadinanza attiva

16 febbraio 2013 19:27 391 comments

Movimento politico per l’unità – Lombardia (Movimento dei Focolari)

Elezioni 2013

Il 24 febbraio si terranno le elezioni politiche. Questo vademecum vuole offrire ai cittadini alcuni suggerimenti concreti per vivere la fase pre-elettorale in modo partecipativo e costruttivo, attingendo al carisma dell’unità di Chiara Lubich.

1. L’essenza della politica

A volte, di fronte a certi spettacoli che offrono gli uomini politici e i partiti, ci si può far prendere dallo scoraggiamento e dal rifiuto della politica. Nonostante tutti gli scandali e le delusioni però, la politica resta una grande possibilità di prendersi cura della nostra terra e della nostra gente, costruendo una società più giusta in cui tutti si sentano orgogliosi protagonisti. Chiara Lubich definiva la politica “l’amore degli amori”, espressione di una comunità fatta da legami d’amore. Per costruire un mondo unito c’è bisogno anche della politica. Cerchiamo di ricordarcelo e di impegnarci, ognuno secondo le sue possibilità, perché la politica sia ciò che deve essere.

2. La politica a partire da noi stessi

La politica è spesso percepita, purtroppo non senza buone ragioni, per i suoi aspetti negativi: clientelismo, corruzione, interessi personali, potere, favoritismi, sperpero del denaro pubblico. Se questo rimane il nostro punto di partenza non contribuiamo al cambiamento. Partiamo da noi stessi e da chi ci sta intorno. Come ci comportiamo da cittadini? Come ci rapportiamo con gli altri e con le istituzioni? Facciamo i nostri doveri civici a partire dalle piccole cose? Partecipiamo per quanto ci è possibile alla vita della comunità civile? Dobbiamo essere consapevoli che la politica tornerà ad avere un senso, se tutti torniamo a fare politica, ciascuno nel proprio ruolo.

3. La televisione

Quante volte quando parla un politico che ci sta sullo stomaco giriamo subito canale, magari con qualche improperio? Proviamo invece ad ascoltare criticamente ma senza astio almeno qualche brano di conversazione. Pensiamo perché non siamo d’accordo con alcune sue affermazioni, ma stiamo attenti a scoprire qualche affermazione che possiamo anche in parte condividere e che potrebbe arricchire la nostra visione delle cose. Esercitiamo questo ascolto critico anche nei confronti dei politici a noi graditi. Potremmo scoprire che non è tutto oro ciò che luccica e che qualche critica mossa dagli altri potrebbe essere fondata. Sfrondiamo i discorsi dalle polemiche sterili o ideologiche e dalle offese gratuite; badiamo piuttosto ai contenuti.

4. Conversando con gli altri

Quando parliamo con amici, colleghi, parenti, conoscenti, non puntiamo subito sul negativo, magari con frasi del tipo “sono tutti uguali”, “non cambieranno mai”, “è tutto uno schifo”. Partiamo invece dalle necessità sociali, valorizzando le esperienze positive che conosciamo.
Ogni considerazione positiva è già un piccolo antidoto contro la cattiva politica, perché provoca voglia di cambiamento, di impegno e non solo rabbia, smarrimento, disimpegno. E quando discutiamo, ascoltiamo gli altri senza pregiudizi, con mente e cuore aperti, donando il nostro pensiero senza pensare di essere gli unici possessori della verità.

5. L’impegno civico

In Italia c’è un particolare bisogno di rinnovare la classe politica. Alcuni si sono impegnati direttamente, entrando nel partito più vicino al proprio modo di pensare e magari candidandosi alle elezioni amministrative con un partito o una lista civica. Anche senza questo tipo di impegno però, possiamo avere a che fare con la politica in diversi modi come cittadini, genitori, membri di associazioni. Collaboriamo con tutti, in particolare con gli amministratori di qualsiasi colore politico, avendo cura di “intessere relazioni” e “fare rete”, non restando da soli.

6. Fraternità e dialogo

Si può iniziare a vivere la fraternità a partire dal proprio piccolo: ascoltando, donando le proprie idee e considerazioni, rispettando quello che la pensa diversamente, accettando di poter cambiare idea se l’altro ci dà ragioni adeguate a cui non pensavamo. Un tessuto sociale più fraterno esprimerà probabilmente politici più fraterni e onesti, perché se i cittadini pensano spesso male dei politici, anche i politici possono pensare che i cittadini siano tutti uguali e spinti solo dall’interesse particolare o personale, se non hanno una comunità fraterna che li circonda.

7. Amare il partito altrui come il proprio

Ogni partito ha una sua vocazione, rappresenta certi gruppi di interesse (in senso positivo e legittimo), ha una certa visione politica, risponde a certi bisogni della società in cui è nato e rappresenta una possibilità concreta di partecipazione diretta nel formulare le scelte di governo della comunità. Dobbiamo guardare i partiti con questo sguardo, pensando alla loro vocazione e non solo ai comportamenti dei suoi politici oggi. Anche quando uno di essi propone una soluzione per noi inaccettabile, chiediamoci a quale bisogno cerca di rispondere e se quel bisogno è sufficientemente presente nella nostra visione o in quella del partito che abbiamo votato. Rifuggiamo ogni discorso teso a delegittimare il partito avverso. Se non abbiamo un partito di riferimento o nel quale siamo impegnati, ci sarà forse più facile fare questo esercizio; se invece sentiamo una forte appartenenza ad un certo partito, pensiamo che dietro un’idea o una soluzione ci sono dei fratelli che la condividono con cui dobbiamo sempre cercare il dialogo. Uno sguardo d’amore così è capace di svelenire ogni polemica e di comporre i conflitti in unità.

8. Comporre i conflitti in unità

In politica non c’è nessuno che possa dire di avere l’unica visione giusta e se lo dice c’è da preoccuparsi molto perché una democrazia è sempre plurale. Il conflitto, se vissuto bene, è positivo per la società, in quanto arricchisce la visione parziale degli uni con la visione degli altri. Perché non diventi scontro distruttivo però, occorrono il dialogo e l’ascolto. Anche quando non troveremo una sintesi unitaria e vincerà la soluzione della maggioranza, essa si sarà arricchita almeno un po’ dalle visioni diverse e avrà pertanto un valore sociale maggiore e un maggiore grado di condivisione.
Questo vale certamente per il lavoro politico in senso stretto, ma anche ad ogni livello della società, di cui la politica è espressione e riflesso.

9. La scelta elettorale

Nonostante il dialogo e i rapporti costruiti anche con chi la pensa diversamente, alla fine dobbiamo fare una scelta personale, il più possibile ponderata e motivata. Attuiamo un discernimento personale e comunitario, esaminando i progetti, valutando e comparando i programmi; cerchiamo di analizzare le liste, anche quelle nazionali bloccate dall’attuale legge elettorale, alla ricerca di candidati affidabili e dalle storie personali trasparenti. Cerchiamo un candidato vicino alle nostre aspettative e di cui abbiamo fiducia, parliamogli, sentiamo quello che ha da dire. Ascoltiamo qualche dibattito politico in TV, dialoghiamo con amici e colleghi. Fidiamoci magari anche del parere di persone che stimiamo, ma cercando sempre le motivazioni per una scelta consapevole. Non pretendiamo che il partito o il candidato che votiamo corrispondano al 100% alle nostre aspettative, ma accontentiamoci che ci rappresenti almeno in parte. A volte si può anche decidere di votare “per il male minore”, contribuendo, da cittadini attivi, a contrastare quello che si ritiene il “male maggiore”. E se nonostante tutto non riuscissimo a trovare nessuno per cui votare, che la nostra astensione sia comunque una scelta politica ponderata e mai definitiva, per dare un segnale forte ai politici, dicendo loro che devono cambiare tutti. Bisognerebbe però avere fatto veramente tutto lo sforzo possibile per approfondire le nostre conoscenze sui programmi e sui candidati di tutte le liste per arrivare a questa conclusione estrema. Anche in questo caso possiamo manifestare il nostro disagio scrivendo sui blog, sui siti e inviando e-mail ai giornali, affinché il nostro non votare sia suffragato da motivazioni e sia comunque un contributo per la società e non un disimpegno.

10. La politica come esperienza comunitaria

E’ fondamentale poter attuare, a partire da questa tornata elettorale, un’esperienza consolidata di partecipazione attiva e consapevole, come quella che il Movimento Politico per l’Unità ha sviluppato negli ultimi decenni, mettendo al lavoro insieme i politici e i cittadini, stabilendo un “patto etico – politico”, affinché il voto non sia una sbrigativa delega in bianco, ma il primo atto di un’esperienza di corresponsabilità. Un Patto fra eletto ed elettori può essere quel prezioso legame che ci può permettere davvero di vincolarci, strettamente e concretamente, gli uni agli altri.

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391 Comments

  • Grazie per questo vademecum per una cittadinanza attiva! Per poterlo attuare credo che occorra un impegno personale, rientrare in se stessi per raggiungere una consapevolezza sempre maggiore, per esprimere la parte più evoluta di noi stessi.Ieri ho acquistato da amazon, l’ebook del Dalai Lama CONOSCI TE STESSO, tramite facebook l’ho suggerito a Laura Boldrini,Pierluigi Bersani, Mario Monti, Movimento cinque stelle, Silvio Berlusconi…
    Penso di fare la stessa cosa con questo vademecum, perchè è straordinariamente superpartes , scritto con un linguaggio comprensibile e condivisibile da ogni persona di buona volontà.Mi impegno a viverlo e a diffonderlo con ogni mezzo che ho a disposizione.

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