Il “Progetto Gaia”. Utopia di un mondo senza religioni: intervista con il prof. Introvigne

8 marzo 2013 13:07 80 comments

Di Roberta Gisotti

7 marzo 2013

Radio Vaticana

Tra curiosità e divertimento, ma anche stupore e qualche perplessità, sta crescendo negli ultimi giorni il dibattito sulla Rete Web intorno ad un video postato sul sito di Gianroberto Casaleggio, esperto informatico, co-fondatore del Movimento 5 stelle. Nel filmato di circa 7 minuti, in lingua inglese con sottotitoli in italiano, viene presentato il cosiddetto “Progetto Gaia” per un nuovo ordine mondiale.

Il filmato – riscoperto di recente – risale al 2008: “Gaia: un nuovo ordine mondiale è nato oggi” esordisce una voce femminile fuori campo. “E’ il 14 agosto 2054”, quando conflitti razziali, ideologici, religiosi, territoriali – profetizza il video – apparterranno al passato ed ogni uomo sarà “cittadino del mondo, soggetto alle stesse leggi”, grazie all’avvento di Internet, che cambierà “le comunicazioni, la conoscenza l’organizzazione a livello planetario”, consegnandole “a tutto il popolo” e togliendole a “gruppi massonici, religiosi e finanziari”, che all’inizio del XXI secolo ancora determinano il destino del mondo, spiega la voce fuori campo. Il racconto si snoda quindi a ritroso, citando le piramidi d’Egitto, il Colosseo e la Chiesa della sacra saggezza, simboli del potere. Poi si parla di Gengis Khan, di Savonarola, Lutero, Calvino, di Diderot e Voltaire, di nazismo e fascismo, del movimento no global di Seattle e del V Day di Beppe Grillo e di Chavez, di Obama di al Gore.

E si arriva al 2020 alla terza guerra mondiale, che durerà 20 anni e vedrà distrutte San Pietro, Notre Dame e la Sagrada Familia, definiti i tre simboli dell’Occidente, paventando uso di armi batteriologiche, cataclismi ambientali, innalzamento dei mari, decadimento e fine dell’era del petrolio. Solo 1 miliardo di persone sopravviverà. Ma infine vincerà l’Occidente e la democrazia della Rete, contro le dittature orwelliane di Cina, Russia e Medio Oriente, dove Internet è sotto controllo.
Nel 2047 il passaggio più inquietante: ognuno avrà la sua identità in un network sociale e mondiale creato da Google con il nome di Earthlink. Tre anni dopo si avrà un’intelligenza sociale collettiva per risolvere ogni problema, condividendo ogni tipo di informazione e dati on line. Finchè nel 2054 vi sarà la prima elezione in rete per un Governo mondiale chiamato Gaia, dove “partiti politici, ideologie, religioni” spariranno e l’uomo sarà “il solo proprietario del suo destino”.

Abbiamo chiesto un commento al prof. Massimo Introvigne, sociologo delle religioni: il progetto Gaia è una favola della Rete su cui sorridere o ci sono elementi da valutare seriamente e di cui preoccuparsi?

R. – Tutta la storia dell’esoterismo del Novecento è percorsa da questa ipotesi di Gaia: Gaia, la Terra, come essere vivente; la religione di Gaia come unica religione, che abolirà la distanza fra uomo e Dio. Questo video va preso sul serio, perché non nasce da una momentanea fantasia utopica internettiana di Casaleggio, ma mostra come questo personaggio – oggi così influente sulla nostra politica – sia inserito in una tradizione esoterica ed occulta che dura da 100 anni.

D. – Lei crede che ci sia la possibilità che questo progetto Gaia, così com’è formulato – in modo direi anche molto semplice, quasi ingenuo – possa raccogliere dei seguaci?

R. – Ecco, la novità è il ricorso allo strumento della Rete, anche nelle prime utopie di Gaia, che risalgono all’Ottocento, il mondo sarebbe stato salvato dall’elettricità o dal telegrafo. Poi sono venute la Radio, la Televisione e ora la Rete… Quindi questo strumento tecnologico, tecnocratico cambia, ma lo schema fondamentalmente è sempre lo stesso. Naturalmente il problema che Casaleggio si trova davanti – e in altri suoi lavori lo scrive con chiarezza – è come fare capire questa ideologia a numeri significativi di persone. Per questo – afferma – ci sono gli “influencer”, quei piccoli nuclei, di cui lui fa parte, composti di poche persone che sono però responsabili per il 90 per cento del contenuto mondiale di Internet. Questi “influencer” hanno successo quando trovano dei portavoce, delle persone cioè che sanno parlare alle grandi masse.

D. – È bene, dunque, vigilare su questo fenomeno, se dovesse continuare a prendere piede?

R. – Qualcuno ha detto che Scientology avesse realizzato uno dei sogni del suo fondatore, Ron Hubbard, e cioè di andare molto vicino a impadronirsi della vita politica di un grande Paese. Io credo che questo sia esagerato perché i seguaci di Casaleggio e Grillo non hanno quella disciplina ferrea – nonostante le espulsioni dei dissidenti – che invece regna in un movimento religioso più articolato e strutturato com’è Scientology. Quindi da una parte l’affermazione è esagerata, ma – dall’altra – questa ideologia è persino più inquietante di quella di Scientology, perché Scientology almeno è prevedibile. Ci sono decine, centinaia di volumi sia scritti dai dirigenti di Scientology, sia dai loro critici: quindi Scientology è misteriosa solo per chi non la conosce, ma gli specialisti su Scientology sanno tutto. Mentre qui sul modo di realizzare questi scopi e queste utopie da parte di Casaleggio e del suo piccolo “cerchio magico” molto discreto che lo circonda, sappiamo in realtà, alla fine, molto meno.

D. – Prof. Introvigne, nel video si punta il dito contro gruppi massonici, religiosi e finanziari che deterrebbero il potere. Ma il rischio qui sarebbe di finire sotto i poteri forti di Internet e qui, poi, se ne fa il nome di uno solo…

R. – Direi che siamo di nuovo di fronte ad un fenomeno che nella storia si ripropone: ogni volta che qualcuno ci vuole proporre un nuovo potere, fondato su una nuova tecnologia, denuncia i vecchi poteri che sono contro il senso della storia. C’è un dialogo, nel libro “Il grillo canta sempre al tramonto”, tra Grillo, Casaleggio e Dario Fo, dove a un certo punto il Premio Nobel italiano dice: “Però attenzione che avevano già detto tutto Lenin e Marx! Avevano già detto tutto loro”. Anche loro si scagliavano contro i vecchi poteri forti che dominavano il mondo e anche loro hanno finito per costruire un nuovo potere forte, non meno totalizzante, anzi totalitario, di quelli che lo avevano proceduto.

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