Origini e caratteristiche comuni di nazismo e comunismo

15 giugno 2013 20:59 91 comments

Di Roberto Marchesini

Il Timone

Gennaio 2010 (n. 89)

Entrambe provenienti dal ceppo socialista, sono ideologie gemelle: un documentario ne svela la vera storia

In Italia – e non solo – si utilizza la scorciatoia mentale di identificare come “di destra” i totalitarismi fascista e nazionalsocialista e come “di sinistra” quello comunista; in questo modo i due tipi di regime (quelli sconfitti dalla Seconda Guerra Mondiale e quello vincitore) sembrano essere in contrapposizione, fino a indurre molti a pensare che il comunismo, alleato con Stati Uniti ed Inghilterra, abbia liberato l’Europa dal totalitarismo.

Tutte le colpe sono addossate al totalitarismo “di destra” e a tutte le “destre” precedenti (anche se nulla avevano a che fare con la “destra” fascista e nazionalsocialista), mentre quello “di sinistra” assume (con tutte le “sinistre”, anche quelle successive) una connotazione positiva, ed il merito particolare di aver affrontato e sconfitto il totalitarismo europeo.
Si è scritto parecchie volte che “chi vince scrive la storia”, e va bene; ma ribaltarla è una faccenda completamente diversa. Accettare che Mussolini ed Hitler siano “di destra” significa accettare l’autoattribuzione di un patentino di superiorità morale ed ontologica da parte delle sinistre.

Ci si dimentica spesso, infatti, che Mussolini era stato socialista, direttore dell’Avanti, e che anche il fascismo si caratterizzò per una ipertrofia dello Stato in ogni campo della vita dei cittadini (“dalla culla alla bara”); che il termine “nazismo” è semplicemente la (fuorviante) centrazione del termine “nazional-socialismo”, e che Hitler fu il fondatore del Partito Socialista Nazionale dei Lavoratori Tedeschi, ossia il partito socialista tedesco.

Sia il fascismo italiano che il nazionalsocialismo tedesco avevano fatto propria la dottrina secondo la quale lo Stato ha il compito di guidare la nazione verso un futuro radioso, anche attraverso il controllo dell’economia. Uno storico come Renzo De Felice (1929-1996) ha magistralmente spiegato come il fascismo sia stato un fenomeno rivoluzionario di sinistra: la tesi gli è costata l’odio e la persecuzione anche violenta nell’ultimo quarto del secolo scorso, ma ha aperto una strada storiografica importante, seguita da numerosi altri studiosi, che ha finalmente collocato il fascismo fra le ideologie rivoluzionarie del “secolo breve” (1914-1989).

La differenza tra il socialismo nazionalista e quello marxista sta nel fatto che l’ostacolo (da eliminare fisicamente) alla nascita dell’«uomo nuovo» era individuato dal primo nelle nazioni inferiori (polacchi, ebrei, zingari…), dal secondo nelle classi economiche inferiori (borghesi, intellettuali, contadini…). Ma le similitudini tra i due tipi di socialismo non riguardano solo l’ideologia propugnata.

 

UN DOCUMENTARIO: RICHIEDI IL DVD

Nel 2008 lo studioso di storia politica lettone Edvins Snore ha scritto e diretto un documentario intitolato The Soviet Story e finanziato dal gruppo UEN (Unione per l’Europa delle Nazioni) del Parlamento Europeo. Nel filmato compaiono, oltre a numerosi testimoni, lo storico Norman Davies e il dissidente Vladimir Bukovski.

Il documentario, trasmesso e proiettato in diversi paesi, è inedito in Italia, sebbene sia disponibile una versione nella nostra lingua. E, soprattutto, mette in evidenza una serie impressionante di collegamenti tra il nazionalsocialismo e il socialismo sovietico.

Viene mostrato, ad esempio, un articolo di giornale del New York Times nel quale si da il resoconto della fondazione del Partito Socialista Nazionale in Germania; in esso sono riportate le parole di Joseph Goebbels che afferma: «Lenin è stato l’uomo più grande, secondo solo ad Hitler; e le differenze tra il comunismo e le idee di Hitler sono molto sottili».

Viene ricordato il patto Ribbentrop-Molotov, dal nome dei due ministri degli esteri della Germania nazionalsocialista e dell’Urss che nel 1939, a Mosca, firmarono un patto di non aggressione fra le due potenze; viene ricordato come la Luftwaffe sia stata guidata, nei bombardamenti sulle città polacche, dalla radiotrasmittente sovietica a Minsk; si documenta come – mentre il popolo russo moriva letteralmente di fame – Stalin inviasse grano, ferro e materiale da costruzione all’esercito tedesco, sostenendolo nelle sue campagne; e come lo stesso Stalin avesse dichiarato che combattere l’ideologia nazista fosse da considerare alla stregua di un crimine, e avesse invitato i partiti comunisti europei a boicottare la resistenza antinazista.

Nel documentario si afferma che i nazionalsocialisti inviarono in Russia delle commissioni allo scopo di studiare il modello dei campi di sterminio sovietici per applicarlo ai lager; e che i lager nazisti liberati dai sovietici non vennero smantellati, ma divennero parte dell’«arcipelago Gulag» descritto da Solgenitsin.

All’inizio della persecuzione hitleriana contro gli ebrei, molti di loro fuggirono in Russia; Stalin li riconsegnò al Fuhrer in segno di amicizia. Secondo gli autori intervistati da Snore, la strategia di Stalin era quella di aiutare Hitler a devastare la società europea e a eliminare tutti gli oppositori al totalitarismo; in un secondo tempo avrebbe attaccato il Reich indebolito dalla guerra e, sconfittolo, avrebbe diffuso il socialismo sovietico a tutto il continente ormai ripulito da Hitler da ogni possibile resistenza, presentandosi all’opinione pubblica mondiale come il liberatore del mondo dal nazionalsocialismo.
Il documentario mostra anche una parata comune delle forze sovietiche e nazionalsocialiste nel paese di Brzesc, il luogo dove le due armate si incontrarono dopo aver occupato l’intero territorio polacco.

 

L’«UOMO NUOVO» CONTRO L’UMANO

Come afferma la storica Francoise Thom, docente di storia moderna alla Sorbona, intervistata nel documentario, «entrambe le ideologie hanno l’ambizione di creare l’uomo nuovo. I due sistemi non sono d’accordo con la natura umana per come essa è veramente. Sono in guerra con la natura e con la natura umana, e questo è la base del totalitarismo».

Nazionalsocialismo e socialismo sovietico sono in tal modo le due facce della stessa medaglia fin dalla loro origine, ossia la ribellione dell’orgoglio umano contro la natura umana. Entrambe queste ideologie sono state sconfitte, ma la tracotanza umana tenta ancora di creare l’uomo nuovo.

Guarda il documentario

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