Sette sataniche e ‘posseduti’: basta una seduta spiritica. Dai furti di ostie ai riti del diavolo

18 marzo 2014 06:19 27 comments

Di Alessandro Corroppoli

17 marzo 2014

primonumero.it

Il caso: un giovane di Campobasso dopo una seduta spiritica ha cominciato a stare malissimo. Si svegliava in piena notte con visioni terrificanti ma non poteva urlare nè chiedere aiuto. Si è rivolto al Gris, Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa, e dopo indagini e verifiche, anche con la telecamera in camera da letto, ha iniziato un percorso di guarigione. Sesso e soldi, riti blasfemi e violenza diffusa: il mondo delle sette sataniche è in continua espansione e il Molise non è esente dal fenomeno. Bruno di Benedetto, del Gris regionale, fornisce numeri e conferme di una realtà dove entrare è fin troppo facile e uscire difficilissimo.

600 mila adepti, 20 ‘gran sacerdoti’ e diverse migliaia di simpatizzanti. Questi i numeri e le cifre che possono vantare oggi in Italia i devoti di Lucifero. Dati impressionanti di un fenomeno in continua espansione. Infatti a questi dati ufficiali bisogna aggiungere la galassia sterminata dei “satanisti spirituali”, cioè di coloro che considerano Satana una divinità reale e una forza degna di culto; gli stessi vengono considerati dei cani sciolti perchè non si identificherebbero con nessuna setta in particolare e quindi non calcolabili. Le regioni ad ‘alta densità’ di sette sataniche sono il Lazio, la Lombardia, il Piemonte e la Sicilia.

In Molise sono presenti quattro correnti diverse di satanismo. Due operano lungo la costa tra Termoli e Vasto, e sono di tipo “spirituale o occultista”. Una è presente a Campobasso ed è di tipo “filosofica o razionalista” e l’ultima opera nell’Alto Molise, anch’essa di tipo “spirituale o occultista”.

Una delle pratiche più in voga dai satanisti è il furto delle ostie consacrate. Reato, questo, in continuo aumento anche in Molise. L’ultimo risale esattamente a un anno fa. Era il 21 marzo del 2013 quando un uomo e una donna, intorno a mezzogiorno, si avvicinarono al tabernacolo della chiesa di San Timoteo a Termoli e asportarono la pisside con le ostie consacrate. Non fu il primo furto nella chiesa di Corso Fratelli Brigida a Termoli: anche nel dicembre del 2012, infatti, vennero trafugate le ostie. «Questa reiterazione periodica è il segnale che si fa un uso improprio delle particole», commentò allora il parroco don Benito Giorgetta. A distanza di due giorni le ostie furono ritrovate in un tombino di piazza Donatori di Sangue mentre pisside e teca con ostia grande furono ritrovate dietro un muretto di Viale Trieste a Termoli. I carabinieri riuscirono a identificare i due ragazzi che forzarono il tabernacolo di San Timoteo grazie ai filmati messi a disposizione del parroco don Benito Giorgetta: i due, giovanissimi residenti a Termoli, vennero riconosciuti dall’abbigliamento e dalla capigliatura. Non si può escludere che le ostie fossero destinate al mercato nero dei satanisti, disposti a pagare anche duecento euro per una particola consacrata.

A distanza di un anno Bruno Di Benedetto, (nella foto) referente regionale del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) non solo conferma l’ipotesi del mercato nero dei satanisti ma ipotizza anche il modus operandi degli stessi: «Le ostie erano destinate al mercato nero. Quasi tutte le ostie consacrate che vengono rubate sono messe sul mercato nero dei satanisti ad un costo che oscilla tra le 50 e le 500 euro l’una. I satanisti operano come un clan mafioso, come una vera organizzazione criminale. Non scendono mai direttamente in campo. Le loro mani rimangono sempre pulite. Di solito arruolano dei poveri disperati per qualche centinaia di euro e se questi ultimi dovessero essere catturati dalla forze dell’ordine difficilmente con le loro testimonianze, qualora ci fossero, si riuscirebbe a risalire ai vertici dell’organizzazione. Uno per via della struttura verticistica della setta e due perché in Italia è stato abolito il reato di plagio».
Infatti l’abolizione del reato di plagio, nel 1981, da parte della Corte Costituzionale non ha favorito l’individuazione e la repressione dei gruppi satanici che perseguono, al pari di sette distruttive, il reclutamento e le tecniche di lavaggio del cervello. La Consulta aveva invitato il legislatore a riformulare il delitto di plagio, ma nessuno ad oggi, l’ha fatto.

Una delle grandi capacità delle sette e dei loro capi è quella di saper con parole persuasive (ma venefiche allo stesso tempo) ammaliare poveri ragazzi, spesso individui con forti casi di depressione o apatia in stato avanzato, confusi e spaesati dal caos del mondo moderno e dal supermarket delle religioni che viene proposto dalla società odierna.
«Tuttavia – continua Di Benedetto – sono sempre più frequenti le adesioni al satanismo per una volontà di potenza: si vuole chiedere al Diavolo, attraverso un patto con del sangue proprio, soldi in gran quantità, ricchezze materiali, successo, sesso e così via».
Soldi e sesso: l’esatto contrario della dottrina cattolica che fonda sulla povertà e sulla castità il suo credo. E al sesso sono legati anche i satanici più frequenti. Uno, come confermano gli esperti spiegando a cosa servano le ostie consacrate, consiste nell’intingere l’ostia con materiale organico umano maschile e sangue di donna e infilare la stessa ostia nella vagina. Questo uno dei sacrifici, una delle blasfemie più in voga per ricevere i favori del Diavolo.

In regione mediamente 3 o 4 persone ogni mese si rivolgono allo sportello di ascolto del Gris. «Il problema – ci confida Di Benedetto – è più vasto di quel che sappiamo. Certo non tutte le persone che si rivolgono a noi sono possedute dal diavolo, ma la percentuale è in netto aumento».
Fino ad ora in Molise non ci sono stati casi certificati legati al satanismo perché venendo a mancare il reato di plagio, e in assenza di un reato penalmente perseguibile, i cultori del diavolo possono tranquillamente riunirsi e predicare il loro credo. «Il colmo – sbotta sarcasticamente Di Benedetto – è che non solo le forze dell’ordine hanno le mani legate, ma si è data la possibilità ai satanisti di diventare un nuovo movimento religioso alternativo, tanto che hanno inoltrato la richiesta per accedere all’otto per mille».
Lo stesso responsabile del Gris, che ha sedi e sportelli in tutta Italia, rivela che a Campobasso i più pericolosi, quelli che più lo preoccupano sono «gli adolescenti che scimmiottano i satanisti attraverso pratiche e strumenti che si possono facilmente reperire in rete».

E racconta di un giovane del capoluogo finito nelle grinfie dei satanisti qualche anno fa, ora in via di guarigione. «La storia che le sto per raccontare potrebbe sembrare inventata ed invece, ahimè, è vera. Un giorno un giovane, poco più di vent’anni, venne al nostro sportello e ci disse di essere posseduto dal diavolo. Non rimasi sorpreso da questa sua affermazione anzi lì per lì mi venne quasi da ridere perché pensai “eccone un altro” ed invece…». Invece non fu una frase ad effetto ma una confessione, una vera richiesta d’aiuto. «Il ragazzo aveva ragione. In sintesi il giovane alle tre di ogni notte si svegliava, apriva i suoi occhi e vedeva materializzarsi le figure, le immagini e le scene più scabrose che si possano vagheggiare. Lo stesso però non riusciva a muoversi né a urlare. Rimaneva immobilizzato nel suo letto a osservare ciò che gli si configurava davanti per circa una ventina di minuti».
Ovviamente Di Benedetto prese il racconto del giovane campobassano con le dovute accortezze ma senza snobbarlo. «Ad un primo ascolto, la storia che ho appena sommariamente raccontato poteva sembrare inventata, ma i dettagli di alcune scene mi hanno allo stesso tempo sia incuriosito che preoccupato. Sentimenti questi che mi condussero prima ad un consulto generale con i miei collaboratori e poi ad una verifica sul campo».

Verifica sul campo ossia direttamente a casa del ‘posseduto’. «Di comune accordo –continua Di Benedetto – con il ragazzo e la sua famiglia abbiamo piazzato una telecamera in camera da letto del giovane in maniera da registrare quanto narrato dallo stesso.

Purtroppo le immagini registrate, in notti diverse, hanno filmato un giovane bramoso di divincolarsi da qualcosa di invisibile che lo teneva legato, paralizzato al letto, con gli occhi sbarrati e il bisogno di chiedere aiuto che non poteva esprimere».
Oggi quel ragazzo è in via di recupero grazie all’aiuto del Gris e dell’intera struttura della Curia vescovile ma, fa notare Di Benedetto, «il tutto è cominciato quasi per gioco dopo una seduta spiritica in uno dei luoghi di ritrovo della provincia di Campobasso che i satanisti utilizzano per i loro riti. Vede, il diavolo non ti violenta ma non ti chiede neanche il permesso per entrare. Lui aspetta che si apra qualche spiraglio per infilarsi e far parte della tua vita. Ogni metodo per lui è lecito ma, purtroppo per i motivi che prima le dicevo i ‘capi’ non sono perseguibili penalmente».

Al di là del vuoto legislativo che favorisce il fiorire di sette e il proliferare di devoti e adepti, bisogna evidenziare che nel satanismo il fine ultimo è quello di alimentare il proprio ego e quello della setta di appartenenza da cui è molto difficile uscire e chiudere in maniera definitiva: i membri che decidono di lasciare il movimento sono spesso minacciati di morte o gravemente feriti. «Questa incontrollabile violenza – afferma Di Benedetto – viene fuori proprio perchè in principio repressa: gli adepti trovano una nuova personalità all’interno del gruppo, i freni dettati dalla morale e dal buon costume vengono totalmente rimossi. Ciò è favorito dal massiccio uso di droghe e di alcol». L’autolesionismo però, è incoraggiato e favorito in molti modi, non solo con lo stordimento. Infatti esistono particolari rituali magici che richiedono, ad esempio, il sacrificio di un occhio per ‘vedere nella mente di Satana’ o di un orecchio per ‘sentire la voce di Satana’.

Ed è proprio qui che secondo Di Benedetto arrivano le note dolenti. «Campobasso avrebbe bisogno di un nuovo e giovane esorcista perché il buon Don Raffaele – presente in cattedrale- è ormai alla fine di una carriera che l’ha visto lottare e vincere molte battaglie con il diavolo. Ma l’età consiglierebbe un cambio della guardia».

Altro fenomeno segnalato dal Gris è quello relativo alla pratica del Channeling. «Sostanzialmente il Channeling – spiega Di Benedetto – è una forma contemporanea di Spiritismo di derivazione new age che letteralmente significa “incanalamento” cioè collegarsi, entrare in contatto con realtà superiori e con la “coscienza universale”», ma anche con gnomi, folletti, elfi, fate, che sarebbero tutti spiriti della natura oppure con spiriti di piante o alberi secolari o con il grande spirito della terra (dea pagana “Gaya”), o ancora con gli spiriti del fuoco o dell’acqua. «I cultori del Channeling – continua Di Bendetto – sostengono di potersi mettere in contatto anche con Dio, Gesù, la Madonna, i Santi fino ad arrivare agli spiriti superiori extraterrestri che abitano su altri pianeti». I molisani sprovvisti di gran maestri in regione si recano in Puglia e nelle Marche per praticare e apprendere questa nuova forma di spiritismo new age.

In definitiva le sette di Satana sono molto astute nel presentarsi come benevole, amorevoli ed accoglienti, tuttavia ben presto rivelano la loro vera natura distruttiva, autodistruttiva ed omicida. Una via oggettivamente difficile da abbandonare, ed è per questo che l’appello finale del professor Di Benedetto è rivolto ai vescovi e ai volontari. «Molti Vescovi hanno come paura o peggio ignorano la presenza del male. Ma così non è. E allora chiediamo aiuto a loro e ai tanti volontari che affollano le parrocchie a darci una mano e a aprire altri centri di ascolto, altre sezioni del Gris, a partire da Termoli e Isernia».

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