Forza Uomini

4 aprile 2014 12:29 22 comments

Di Camillo Langone

1 aprile 2014

ilfoglio.it/soloqui

Sto col Curato d’Ars, “la gente finirà per adorare animali”. Pure il Cav. finisce così, cazzi vostri.

Io sto con il Curato di Ars: “Cent’anni senza prete e la gente finirà per adorare gli animali” (dal Concilio Vaticano II ne sono passati solo cinquanta eppure sembra di essere già ben oltre la metà del percorso che conduce al prostrarsi davanti al dio cane e al dio gatto).

Io sto con Chantal Delsol: “La mancanza di una frontiera netta tra l’animale e l’uomo toglie a quest’ultimo la sua sacralità” (altra previsione azzeccata: oggi in Italia non si possono più studiare nuovi farmaci salvavita perché non si possono più fare esperimenti sui sacri beagle).

Io sto con monsignor Luigi Negri: “In certe posizioni animaliste che teorizzano l’intoccabilità della natura e degli animali si esprime il ritorno alla mitologia, una sorta di eliminazione di millenni di civiltà” (l’arcivescovo di Ferrara è uno dei pochissimi uomini di chiesa capaci di cogliere nell’animalismo un assalto all’uomo e quindi a Cristo: tutti gli altri perdono tempo con la comunione ai divorziati, corrispettivo contemporaneo delle diatribe bizantine sul sesso degli angeli).

Io sto con Fernando Savater: “Nel suo significato originario e radicale, barbaro non è colui che maltratta le bestie o ne prova compassione, ma colui che non fa distinzione tra come vanno trattati gli uomini e come vanno trattate le bestie”.

Voi state pure con la barbara, decivilizzante, dissacrante uomini e adorante animali Michela Vittoria Brambilla, e con il barbaro, decivilizzante, dissacrante uomini e adorante animali Hermann Goering: “Rinchiuderò in campi di concentramento tutti coloro che sono convinti di poter continuare a trattare gli animali come un oggetto di proprietà”. La trasformazione del partito berlusconiano in partito animalista, da Forza Italiani a Forza Cani, mi ha rattristato ma non stupito: il serpente veniva allevato in seno da anni. Ve l’avevo detto in innumerevoli articoli e articoletti e se non li avete letti, e se adesso non vi sentite tanto bene, se per guarire vi serve una medicina che non esiste siccome per testarla bisognerebbe sacrificare i sacri beagle, mi dispiace ma sono cazzi vostri.

Potevate farvi sentire prima, potevate chiedere che intorno alle brambillesche iniziative venisse teso un cordone sanitario-umanitario: Berlusconi, sempre così sensibile ai sondaggi, agli umori, avrebbe ritarato il suo programma. Più che alla pancia, la nuova proposta forzista parla alla prostata della nazione: il cagnolismo è mania da popolo vecchio, sterile, sfinito, con figli grandi all’estero o del tutto senza figli, perché il cagnetto fa compagnia a chi non ha di meglio (amori umani, ad esempio) a cui accompagnarsi.

Funzionerà elettoralmente? Non lo so, so soltanto come funzionerà su di me: mi imporrà di votare Lega.

Non Ncd, nonostante la colonna dell’umanesimo che risponde al nome di Carlo Giovanardi: impossibile votare Nuovo centrodestra in assenza di preferenze e in presenza di Angelino Alfano che l’8 marzo cianciò di femminicidio dimostrando un conformismo solerte e mezzafiga che segnala ignoranza dei principi cristiani e pronto allineamento a qualsivoglia moda mondana e antiumana.

Non Fratelli d’Italia, formazione in cui allignano molti fascisti e quindi molti pagani, tendenza Pantheon e panteista pertanto incapaci di espellere Paola Frassinetti, fratellina che in Parlamento cercò di rendere il cavallo incommestibile animale d’affezione.

Non Pd, che una volta era il partito dei cacciatori centro-italiani, gente che il cane lo teneva fuori di casa perché non si rammollisse la bestia e non si rammollisse il padrone: per l’appunto una volta, al tempo in cui comandava un Bersani capace di dire sì alla vivisezione.

Non Movimento cinque stelle dove, a parte Pizzarotti che a Tv Parma mi ha garantito di mangiare pesto di cavallo ed è il suo unico merito, stanno diventando tutti vegani.

Ovviamente non Forza Italia, il partito del sacro beagle.

Resta, arricciate pure il naso e già che ci siete alzate il sopracciglio, la Lega di cui Massimo Bitonci è capogruppo al Senato: “L’Italia è ingovernabile, la crisi non diminuisce, la pressione fiscale aumenta. In questo scenario la prima preoccupazione dell’onorevole Michela Brambilla è vietare la macellazione degli equidi. Se alla Brambilla non piace si senta libera di nutrirsi di sola verdura, ma non osi negare un alimento sano o pensare di mettere a terra un settore già provato dalla crisi”. Un politico che ragiona, finalmente, e allora da lui vorrei un ragionamento ulteriore: la proposta di abbattere tutti i cani presenti oggi nei canili, per liberare risorse da destinare all’aumento delle pensioni minime.

Forza uomini.

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