«Ha detto bene Ratzinger a Ratisbona: la fede non deve privarci della ragione. Noi musulmani bresciani condanniamo l’Isis»

25 settembre 2014 12:08 10 comments

Di Benedetta Frigerio

20 settembre 2014

tempi.it

Intervista a Morgan Ghidoni, traduttore dell’imam della moschea di Brescia, dopo il documento di16 centri islamici locali contro il Califfato e le violenze sui cristiani. «Ragionevole un intervento armato per fermare i terroristi»

«Il discorso di papa Ratzinger a Ratisbona? Concordo quando dice che la fede non può essere cieca e che l’uomo deve usare la ragione. La violenza? La condanniamo, anche se nel caso della legittima difesa, per stare nei termini del pontefice, è ragionevolmente necessaria». Così dice Morgan Ghidoni, 39 anni, bresciano convertito all’islam oltre vent’anni fa, traduttore dei sermoni dell’imam della moschea di Brescia e maestro presso il Centro culturale islamico della zona, che ha accettato di spiegare a tempi.it i motivi che hanno spinto 16 centri islamici della provincia di Brescia a firmare un documento di condanna dello Stato islamico e delle persecuzioni perpetrate dai tagliagole del califfo Al Baghdadi nei confronti dei cristiani e degli yazidi in Iraq e in Siria.

Perché avete voluto condannare all’unanimità lo Stato islamico?

Siamo colpiti e addolorati da quello che vediamo in televisione e leggiamo sui giornali. Specialmente dalla crudeltà e dalla disumanità di questa gente, perpetrate in nome della nostra fede. Abbiamo voluto marcare una distanza tra l’islam e l’omicidio dei cristiani, deportati e privati di tutti i loro beni. Abbiamo voluto condannare con forza le deportazioni e le atrocità contro gli yazidi in nome di uno Stato islamico, che per noi è inaccettabile. In sostanza abbiamo riconfermato la dichiarazione già fatta dall’Ucoii (Unione delle comunità islamiche in Italia) e in precedenza dall’Unione mondiale degli Ulema, i sapienti islamici.

Di fatto, però, non è la prima volta che in nome della vostra religione si commettono violenze.

I gruppi come questi usano delle frasi del Corano, interpretandole in maniera errata a proprio piacimento. Non si possono decontestualizzare certe affermazioni fatte più di mille e quattrocento anni fa in circostanze assolutamente diverse per giustificare la guerra. Parlare di califfato poi non ha alcun senso.

Il problema non è nel Corano?

Secondo la mia lettura di conoscitore dell’islam, che ha studiato per anni nei paesi arabi, quanto sta avvenendo nasce anche come reazione a governi che hanno negato ai musulmani di partecipare alla vita politica del paese. Alla mancanza di aiuti verso la popolazione, al fatto che molti vivono nella guerra e nella povertà da anni, diventando facili prede della logica violenta dei terroristi, che per un disegno di potere strumentalizzano parti del Corano.

Come i versetti che parlano della guerra contro gli infedeli?

Ripeto che non si possono estrapolare frasi dal contesto storico in cui sono state scritte: quando, ad esempio, nella penisola araba si cercò di estirpare l’islam. Non è giusto usare oggi quelle parole per dichiarare guerra al mondo, uccidendo bambini, donne e giornalisti. Anche perché il Corano ne vieta l’omicidio insieme a quanti non sono in guerra.

Non esistono argini interpretativi del libro sacro universalmente riconosciuti dai musulmani?

Esistono 1400 anni di esegesi coranica e grandi sapienti che hanno il compito di interpretare il Corano. È vero, i militanti dell’Isis parano di Abu Bakr al Baghdadi, l’autoproclamato califfo dello Stato islamico. Ma chi è costui? Che autorità ha a livello internazionale?

Secondo lei perché tanti ragazzi che hanno frequentato le moschee occidentali oggi partono attirati dall’Isis per imbracciare le armi contro gli “infedeli”?

Da quello che leggo e sento credo che promettano loro uno Stato islamico in cui ci sia libertà di professare e vivere l’islam anche politicamente, ricevendo magari compensi e soldi, insieme a case e matrimoni, per combattere. Ma lasciando da parte questo sfruttamento della povertà, se anche uno partisse con il sogno reale di un’egemonia dell’islam imposta con la forza sarebbe ancora più terribile. Se davvero ci fosse bisogno di controllare il mondo per portare la nostra fede alla gente significherebbe che c’è qualcosa che non va. Noi invece dovremmo servire i nostri paesi, aiutarli economicamente e non distruggerli.

Quale disegno politico vede dietro l’avanzata dello Stato islamico?

Ci sono gli interessi di tanti in gioco, interessi che minacciano una convivenza possibile, perché se da anni i cristiani e i musulmani vivevano pacificamente insieme, tanto è vero che di fronte agli attacchi persone di fedi diverse si sono difese vicendevolmente, c’è sicuramente un interesse che viene dall’alto e che fomenta il terrorismo. E forse anche i deliri di questi ragazzi partiti per combattere al fianco dell’Isis.

Anche lei si convertì da ragazzo. Cosa la spinse verso la religione del profeta Maometto?

Ero negli Stati Uniti a studiare “Administration of justice”, amministrazione del diritto penale, e nell’ambito di un corso mi misi a cercare materiale sulle minoranze religiose. Leggendo i libri sull’islam rimasi colpito dalla sua dottrina riguardo a Gesù, Maria e i profeti dell’Antico Testamento. Io ero un cattolico ventenne poco praticante. Incuriosito da quelle letture, andai in moschea e rimasi colpito dalla disponibilità e dall’accoglienza ricevuta, da una fede vissuta integralmente. Ricordo quando vidi quelle persone pregare concentrate e prostrate a terra, cosa che noi non facevamo più. E poi mi ha conquistato il fatto che il loro Dio c’entrava con tutto.

Nel discordo di Ratisbona papa Benedetto XVI disse che una fede senza ragione e un Dio a cui ci si può solo sottomettere portano con sé il rischio della violenza, mentre per il cristiano Dio è ragionevole e non può agire contro se stesso eliminando la sua creatura. Il Papa voleva invitare a un dialogo fondato sulla ragione, ma fu condannato persino dall’Occidente. Lei cosa ne pensa di quelle affermazioni?

Ero nello Yemen quando fu pronunciato il discorso. Quello che penso è che questa è anche la nostra posizione: la fede deve c’entrare con la ragione. Il Papa ha detto una cosa molto bella, che però va ricordata a tutti. L’uomo ha la ragione e deve usarla. Noi dobbiamo imitare la ragionevolezza e la misericordia di Dio, ma questo dipende dall’uomo, allora il problema è educarlo a questo. Ma questo è tanto più difficile quanto più la gente viene lasciata a se stessa, esattamente come è successo a Baghdad, dove per dieci anni il popolo iracheno è vissuto da solo in preda al terrore, la violenza e l’odio.

A Ratisbona Benedetto XVI citò anche l’islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazm, grande pensatore islamico, «si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l’uomo dovrebbe praticare anche l’idolatria».

L’islam non deve essere questo. Anche i passi del Corano invitano gli uomini a usare la ragione. Certo, ci sono aspetti della fede come la preghiera e i comandamenti che si seguono ciecamente, ma questi non vanno contro la ragione: se, ad esempio, il profeta chiede cinque preghiere al giorno non se ne dicono quattro. Persino gli imam, come disse uno di loro fra i più importanti, non si devono seguire ciecamente: «Ogni cosa che diciamo può essere corretta e rifiutata», affermò. Ripeto, sono d’accordo con papa Ratzinger quando dice che la ragionevolezza umana va assecondata. Persino nell’uso della violenza.

In che senso?

C’è violenza e violenza. Ad esempio, uno che dà una sberla a un altro gratuitamente è diverso da uno che la dà per difendersi da una sberla ricevuta. Se l’Isis non si riesce a fermare altrimenti, credo che un intervento armato sia ragionevole. Non appoggio i disegni altrettanto egemonici degli Stati Uniti, ma una reazione comune per fermare i terroristi è necessaria.

Non ha paura a dire queste cose? Non temete per la vostra sicurezza ora che avete firmato il documento contro lo Stato islamico?

Mi sono chiesto se l’avrei pagata. Per ora non è accaduto nulla. Se rischiamo? Non lo so, ma la nostra fede ci è più cara di tutto.

::

Leave a Reply


Other News

  • Cultura Primo Piano Società Quella porta aperta sulla tentazione

    Quella porta aperta sulla tentazione

    Di Giancarlo Maria Bregantini 5 marzo 2017 L’Adige È necessario, a volte, nella vita lasciare aperta al dubbio almeno una sola finestrella, senza barricarci definitivamente in certezze incondizionate e troppo sicure. Ritengo, infatti, che non è sempre salutare il sottrarci a tutti i dubbi. Un dubbio ci risana e ci permette di chiederci, con umiltà, “Ma è giusto quello che sto facendo?”. Io spero che in tutti ci siano quei dubbi che ci mantengano svegli, mai assopiti in quel che [...]

    Read more →
  • Attualità Primo Piano Rassegna Web Agire in presenza della coscienza

    Agire in presenza della coscienza

    Di Giancarlo Maria Bregantini 19 febbraio 2017 ladige.it Ogni giorno è una sfida. Siamo fatti per non risparmiarci al faccia a faccia con il mondo, con le sue complessità, con quella realtà che sempre più s’infittisce. Anche quando all’orizzonte spuntano notizie incresciose, come l’ultima lanciata dal Parlamento Europeo di rinforzare ciecamente il fondo internazionale per quelle organizzazioni che hanno come progetto quello di rendere più facile l’accesso all’aborto legale. Addirittura, dopo la ferma decisione del presidente Trump di negare fondi [...]

    Read more →
  • Cultura Primo Piano Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Di Vittoria Todisco 1 febbraio 2017 Il Quotidiano del Molise Benedetto XVI, il Papa emerito, nel pomeriggio della Giornata della Memoria, il 27 gennaio scorso, in Vaticano, ha accolto la dott.ssa Ylenia Fiorenza, presidente del Centro Culturale Internazionale ‘Joseph Ratzinger’ di Campobasso. Un avvenimento speciale che merita di essere condiviso attraverso l’emozione e il racconto della giovane filosofa, fondatrice del Centro a lui dedicato, che ha potuto vivere un momento unico accanto a Joseph Ratzinger, il grande teologo conciliare, prefetto [...]

    Read more →
  • Attualità Rassegna Web Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Di Lorenzo Bertocchi La Verità, 23 dicembre 2016 vanthuanobservatory.org CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Cultura Rassegna Web Matrimonio e libertà

    Matrimonio e libertà

    Di Carlo Caffarra Avila (Spagna), 8 novembre 2016 costanzamiriano.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    Di Ettore Gotti Tedeschi 11 gennaio 2017 rivistaetnie.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente [...]

    Read more →
  • Osservatorio ecclesiale Rassegna Web “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    Di Matteo Matzuzzi 14 Gennaio 2017 ilfoglio.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Di Benedetta Frigerio 15 gennaio 2017 lanuovabq.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →