La lunga marcia: da Fatima a Putin, breve storia della consacrazione della Russia

28 dicembre 2014 09:55 136 comments

Di Marco Sambruna

11 agosto 2014

papalepapale.com

Secondo alcuni osservatori cattolici la consacrazione della Russia a Maria non sarebbe ancora stata compiuta: se così fosse dovremmo concludere che la Russia continua a disseminare i suoi errori per il mondo come disse la Madonna a suor Lucia nel 1917. E’ indubbio però che se per errori intendiamo parlare di materialismo, ateismo, darwinismo sociale la fonte degli errori non è certo la Russia, ma l’Occidente dove in nome del relativismo e del “politicamente corretto” qualsiasi stravaganza se non addirittura nefandezza, lo stesso sovvertimento della legge naturale inscritta da Dio nel cuore di ogni uomo, vengono sostenuti con indifferenza. Basta osservare del resto con quale veemenza il media system occidentale si è scagliato contro Putin in occasione della penosa vicenda delle “femen” o come cerchino di farlo passare come un oscurantista, una specie di Torquemada dell’epoca moderna approfittando della vetrina mediatica delle olimpiadi invernali di Sochi in Russia dove Obama ha pensato bene di far sfilare come portabandiera della delegazione USA l’ex tennista Billy Jean King icona del movimento gay mondiale. Stando così le cose ora ci si domanda seriamente se non sia il caso di consacrare a Maria l’Unione Europea e gli Stati Uniti anziché la Russia.

Lo confesso: non posso dire di essere un fan sfegatato della chiesa postconciliare.

O meglio credo siano stati compiuti degli strafalcioni a livello dottrinario, politico, sociale. Quali strafalcioni? Ad esempio il sostanziale appoggio al “nuovo ordine mondiale”, un profilo troppo basso nel denunciare gli orrori del capitalismo, un eccessivo ottimismo nel salutare il crollo del muro di Berlino come l’inaugurazione di una nuova primavera del cristianesimo. E soprattutto due questioni legate a Fatima: l’attribuzione all’attentato a Giovanni Paolo II della terza parte del Segreto (di cui forse avremo modo di parlare in un prossimo articolo) e una serie di incertezze nel consacrare la Russia a Maria come la Madonna stessa aveva richiesto a Fatima. Ora non è mestieri (come dicevano i papi dell’Ottocento) disquisire sulla veridicità di quelle apparizioni autenticate dalla Chiesa. Io ci credo e basta: quello che mi interessa approfondire non è la loro autenticità, ma la loro gestione da parte del Vaticano.

Un po’ di storia

13 luglio 1917: nella terza delle sei apparizioni a Fatima, Maria rivolse a una delle veggenti, suor Lucia, un messaggio in cui anticipava che avrebbe richiesto la consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato al fine di evitare che la Russia stessa diffondesse nel mondo i suoi errori.

Se ascolterete le Mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate; infine il Mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.

Giugno 1929: Maria appare nuovamente a suor Lucia per richiedere esplicitamente la consacrazione della Russia così come aveva anticipato nel luglio 1917.

È giunto il momento in cui Dio chiede che il Santo Padre faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato, promettendo in questo modo di salvarla. Sono tante le anime che la Giustizia di Dio condanna per peccati commessi contro di Me, e perciò vengo a chiedere riparazione: sacrificati con questa intenzione e prega

Agosto 1931: stavolta è Gesù Cristo ad apparire a suor Lucia chiedendo nuovamente la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. In questo messaggio Cristo dicendo «Fai sapere ai Miei ministri, dato che seguono l’esempio del Re di Francia nel ritardare l’esecuzione della Mia richiesta, che lo seguiranno nella sciagura» fa riferimento a Luigi XVI deposto re di Francia per non aver seguito – il suo antecessore di esattamente 100 anni prima, il Re Sole – il suggerimento della veggente di Paray le Monial, santa Margherita M. Alacoque. Costei aveva infatti detto al re che se non avesse consacrato la Francia a Gesù Cristo la sua dinastia reale avrebbe avuto fine. Luigi XIV non eseguì la richiesta e sappiamo tutti come andò a finire.

Nel 1936 in un’altra apparizione a suor Lucia, Cristo reitera la richiesta del 1931.

Comincia il gran ballo

Ci prova due volte Pio XII a testimonianza del fatto che anche prima del Concilio non tutto in seno alla Chiesa cattolica era esente da dubbi, perplessità, incertezze.

La prima volta in un radiomessaggio di 35 minuti il 31 ottobre 1942 in cui si accenna alla consacrazione della Chiesa e di tutto il genere umano a Maria con una formula abbastanza complicata:

Ai popoli separati per errore o discordia, soprattutto a quelli che vi professano singolare devozione, dove non ci sia casa che ostenti la vostra veneranda icona (oggi forse nascosta e conservata per giorni migliori) date loro la pace e riconduceteli all’unico grembo di Cristo, sotto l’unico e vero pastore [...]. Infine, come al Cuore del Vostro Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere umano, per collocare in Lui tutte le speranze, per loro fosse segno e pegno di vittoria e salvezza [cfr. Enc. Annum Sacrum, in Acta Leonis XIII, voi. 19, 79], cosi da oggi Vi siano perpetuamente consacrati anche a Voi e al Vostro Cuore Immacolato, oh Madre Nostra, Regina del Mondo, affinché il vostro amore e patrocinio acceleri il trionfo del Regno di Dio e di tutte le generazioni umane, pacificate tra loro e con Dio, Voi proclamino Beata e con Voi intonino, da un polo all’altro della terra, l’eterno Magnificat di gloria, amore, riconoscimento al Cuore di Gesù, dove si possono trovare Verità, Vita e Pace
(Pio XII, Messaggio radio del 31 ottobre 1942).

C’è solo un vago riferimento ai “popoli separati per errore o discordia” che potrebbe applicarsi benissimo tanto alla Russia comunista e atea e/o alla Germania nazista e neo pagana. Ma soprattutto mancano entrambi i requisiti richiesti da Maria a suor Lucia ossia una specifica menzione della Russia e la partecipazione di tutti i vescovi cattolici. Oltretutto consacrare la Russia in piena seconda guerra mondiale avrebbe avuto particolare valore anche diplomatico. Pio XII ci riprova il 7 luglio 1952, festa dei santi Cirillo e Metodio che hanno evangelizzato i popoli slavi, quindi in una data particolarmente significativa per la spiritualità russa, con la lettera apostolica “Sacro vergente anno”:

«E Noi, affinché siano meglio ascoltate le nostre e le vostre preghiere e suppliche e per darvi questa singolare prova della nostra particolare benevolenza, cosi come pochi anni or sono abbiamo consacrato tutto il genere umano all’Immacolato Cuore della Vergine Madre di Dio, cosi ora in modo speciale, dedichiamo e consacriamo tutti i popoli della Russia al medesimo Cuore Immacolato, nella sicura fiducia che, con il poderoso patrocinio della Vergine Maria, si vengano a realizzare nel più breve tempo possibile, i voti che Noi, come tutte le anime buone, facciamo per la vera pace, per la fraterna concordia e per la libertà dovuta a tutti e in primo luogo alla Chiesa. Di modo che, con la vostra preghiera unita alla nostra e a quella di tutti i cristiani, il Regno salvifico di Cristo, che è il Regno di verità e vita, regno di santità e grazia, regno di giustizia, amore e pace [...]»
(Pio XII, lettera Sacro vergente anno, 7 luglio 1952)

Altro flop: la consacrazione di “tutti i popoli della Russia” soddisfa solo il primo requisito, ma non il secondo: continua infatti a mancare la partecipazione alla consacrazione di tutti i vescovi. Del resto la stessa suor Lucia nelle sue memorie afferma inequivocabilmente che le consacrazioni non rispondono appieno alle richieste della Madonna: «Sono desolata perché la consacrazione che la Madonna chiese ancora non è stata fatta».

Pio XII non si da per vinto e ci prova ancora con l’enciclica Ad Cieli Reginam, dell’11 ottobre 1954. Tutto risolto finalmente al terzo tentativo? Purtroppo no, anche questa consacrazione è lacunosa: il Papa ordina infatti ai vescovi di rinnovare il 31 maggio dello stesso anno la consacrazione del mondo intero al Cuore Immacolato di Maria come lui aveva fatto nell’enciclica. Appunto: il mondo intero, ma non la Russia.

Suor Lucia non può che ribadire quindi le sue riserve: la prima consacrazione non contemplava entrambi i requisiti; la seconda non contemplava il secondo; la terza non contemplava la prima. Da più parti si sostiene che il Papa non poteva eseguire la consacrazione in modo troppo chiaro per non indispettire il clero ortodosso egemone (e in quel contesto politico, succube) in Russia. Ma in tutta franchezza appare difficile che le gerarchie ortodosse si adontino per un gesto di consacrazione alla Madre di Dio, quando nella spiritualità ortodossa Maria occupa un posto di primo piano.

È noto anche che Pio XII avesse intenzione di indire un nuovo Concilio, ma non lo fece perché temeva, a ragione, che gli influssi neo-modernisti della Nouvelle Theologie d’oltralpe potessero inquinare i documenti conciliari e quindi la tradizione cattolica. D’altra parte un Papa troppo dichiaratamente mariano e fervente delle apparizioni di Fatima forse poteva urtare la sensibilità teologica dei neo-modernisti e provocare se non uno scisma una forte corrente d’opposizione interna. Insomma la ragione politica impone di mantenere l’unità della Chiesa prevalendo sulle scelte di fede.

Avanti adagio: Paolo VI

Le ragioni diplomatiche sembrano prevalere anche nelle scelte di Paolo VI in pieno Concilio Vaticano II. La bufera neo-modernista rappresentata dai padri conciliari riuniti nel gruppo denominato Alleanza Europea soffia come non mai.

Alleanza Europea conta fra i suoi membri eminenti vescovi e fini teologi quasi tutti nord europei e, soprattutto, i loro membri rappresentano circa il 70% dei padri conciliari che fanno parte delle 10 commissioni incaricate di preparare le tracce di documenti che saranno votati dall’assemblea conciliare.

Al centro del loro agire risiedono 3 questioni fondamentali: il dialogo con le altre religioni, le altre confessioni cristiane e l’uomo contemporaneo in gran parte scristianizzato. Il loro programma tra l’altro ottiene il pieno appoggio dei mass media laici che non vedono l’ora di “svecchiare” la Chiesa dalla polvere dei secoli. In questo contesto è chiaro che alcuni capisaldi della cattolicità debbono essere “oscurati”; tra gli altri Maria che risulterebbe essere un serio ostacolo al dialogo con le altre religioni e con l’arcipelago protestante.

Durante la seconda sessione del Concilio fra i 5 schemi (1. La Chiesa, 2. La Santissima Vergine Maria, 3. I vescovi, 4. Il laicato, 5. L’ecumenismo) da sottoporre all’assemblea conciliare al fine di ricavarne i documenti definitivi che fisseranno la dottrina cattolica, il secondo ha per titolo “La Santissima Vergine Maria”. Divampa la discussione fra i padri conciliari: Alleanza Europea è contraria alla redazione di un documento specifico su Maria così come è contraria la si definisca “Madre della Chiesa” e propone che un breve testo sostitutivo sia inserito all’interno dello schema su “La Chiesa”. Così sarà e con il ridimensionamento di Maria inevitabilmente deve essere oscurata anche Fatima.

Di fronte a questa situazione è difficile per Paolo VI riproporre la mai avvenuta consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. Tuttavia egli cerca di effettuarla lo stesso ricorrendo a una formula per forza di cose complessa come tutte le cose frutto di numerosi compromessi fra opposte fazioni. Inoltre in piena guerra fredda consacrare la Russia significa correre il rischio di indispettire le autorità sovietiche e compromettere il clima ecumenico che, a quanto pare, vuole dialogare anche con i regimi atei.

«Mentre con ardente prece volgiamo la nostra anima alla Vergine, affinché benedica il concilio ecumenico e la Chiesa tutta, affrettando l’ora di unione tra tutti i cristiani, il nostro sguardo si volge agli orizzonti infiniti del mondo intero, oggetto delle attenzioni più vive del concilio ecumenico e che il nostro predecessore Pio XII, di veneranda memoria, non senza ispirazione dall’Alto, ha consacrato al Cuore Immacolato di Maria. Questo atto di consacrazione, riteniamo opportuno ricordare oggi in modo particolare. [...] Oh Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta, il nostro Concilio Ecumenico. Al Tuo Cuore Immacolato, oh Maria, raccomandiamo infine il genere umano intero».
(Paolo VI, 21 novembre 1964)

La situazione appare completamente bloccata: non viene nominata esplicitamente la Russia e tanto meno c’è la partecipazione dei vescovi cattolici. Quella di Paolo VI non si può definire nemmeno come un tentativo di consacrazione quanto un timidissimo accenno forse compiuto per accontentare la componente più tradizionalista dei padri conciliari che intanto si andava organizzando attorno al gruppo del Coetus Internationalis Patrum.

Ultimi tentativi: Giovanni Paolo II

In seguito all’attentato del 13 maggio 1981 Giovanni Paolo II è convinto che la terza parte del segreto di Fatima si riferisca anche al suo tentativo di assassinio ad opera di Alì Agca.

Decide di procedere anch’egli a un atto di consacrazione della Russia nel giugno 1981. Tuttavia, ancora una volta, viene consacrato il mondo e non la Russia e senza il coinvolgimento dei vescovi cattolici. Il 13 maggio 1982 il Papa si reca in Portogallo per parlare con suor Lucia: quest’ultima ribadisce che le consacrazioni precedenti di Pio XII, Paolo VI e anche quella effettuata dallo stesso Giovanni Paolo II non soddisfano pienamente le modalità indicate dalla Madonna.

Karol Woytila decide allora di procedere ad una nuova consacrazione il giorno successivo ma anche in questo caso non viene menzionata specificatamente la Russia oltre alla ennesima mancata partecipazione dei vescovi cattolici:

Quarant’ anni or sono e dopo altri dieci anni, il vostro servo, Papa Pio XII, avendo dianzi agli occhi le dolorose esperienze della famiglia umana, affidò e consacrò al Vostro Cuore Immacolato il mondo intero e in special modo i popoli che erano oggetto particolare del vostro amore e della vostra sollecitudine. Questo mondo degli uomini e delle nazioni che anch’io ho davanti agli occhi, oggi, nel momento in cui desidero rinnovare la consacrazione realizzate dal mio predecessore nella Sede di Pietro: il mondo del secondo millennio, il nostro mondo di oggi! Oh Madre degli uomini e dei popoli, Voi che conoscete tutte le loro sofferenze e speranze, Voi che sentite maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo contemporaneo, accogliete il nostro clamore, che, mossi dallo Spirito Santo, innalziamo direttamente al Vostro Cuore e abbracciate con amore di Madre e di serva, questo nostro mondo umano, che Vi affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli. In modo speciale Vi consegniamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni che di tali consegna e consacrazione hanno particolare necessità.
Dunque anche stavolta niente da fare: sembra che nominare esplicitamente la Russia rappresenti un ostacolo insormontabile. Ma il Papa ci prova ancora nel marzo del 1984 in Piazza San Pietro davanti a una folla immensa. Idealmente, inoltre, gran parte (ma probabilmente non tutti) i vescovi cattolici avvisati per lettera parteciparono alla consacrazione, secondo le indicazioni del Papa, nel modo da loro ritenuto più opportuno ciascuno nella rispettiva diocesi. Anche stavolta però non si menziona la Russia; non solo, ma nella formula di consacrazione paradossalmente il Papa ammette che la stessa non solo non era stata ancora effettuata secondo le modalità espresse da Maria in passato, ma non lo era nemmeno con quella appena pronunciata dallo stesso Giovanni Paolo II.

Infatti in un passaggio egli afferma:

«…illumina specialmente i popoli di cui tu aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento».

Il Papa non avrebbe potuto nominare esplicitamente la Russia in omaggio alla Realpolitik post conciliare: l’avesse nominata c’era il rischio di raffreddare i rapporti con la chiesa ortodossa russa e di indispettire i dirigenti sovietici che avrebbero considerato la formula di consacrazione come un tentativo di destabilizzare il regime comunista.

A seguito di questa nuova consacrazione a dir poco opaca il quadro delle interpretazioni sulla validità o meno della stessa diventa un caos inestricabile. Secondo alcuni suor Lucia dichiarò la consacrazione del 1984 conforme ai desideri della Madonna, secondo altri dichiarò non conforme anche quella consacrazione.

A favore della tesi sulla validità risulta una lettera (di dubbia originalità) scritta di suor Lucia alla sorelle Bèlem nell’agosto del 1989:

«Poi il pontefice stesso scrisse a tutti i vescovi del mondo per chiedere loro di unirsi a lui. Fece venire la statua della Madonna di Fatima (quella della Cappellina) a Roma il 25 marzo 1984, pubblicamente e insieme ai vescovi che si vollero unire a Sua Santità, fece la consacrazione cosi come la Madonna aveva chiesto e io dissi di si. Da allora è fatta»
A favore della tesi sulla non validità una serie abbastanza confusa ma numericamente consistente di dichiarazione, ammissioni, testimonianze.

Nel settembre 1985 suor Lucia in una intervista alla pubblicazione “El Sol de Fatima” afferma che nella consacrazione del 1984 non è stata nominata la Russia e non è stata compiuta collegialmente dai vescovi di tutto il mondo.

Durante l’estate del 1987 suor Lucia esce dal convento per recarsi a votare per le elezioni politiche di quell’anno. Avvicinata dal giornalista Enrico Romero avrebbe confermato che la consacrazione del 1984 non rispettava le richieste della Madonna.

Nel 1989 padre Nicholas Gruner, sacerdote devotissimo a Fatima, stila una petizione firmata da 350 vescovi cattolici perché sia effettuata una nuova consacrazione in cui si nomini la Russia con la partecipazione di tutti i vescovi del mondo. I 350 firmatari sostengono così indirettamente che la consacrazione del 1984 non è conforme alle richieste di Maria.

A complicare il quadro emerge anche, nel 1989, una ipotesi ai limiti della fantateologia: padre Messias Coelho, esperto di “fatimismo”, avrebbe rivelato che suor Lucia affermava nella lettera alla sorella Bèlem dell’agosto 1989 che la consacrazione del 1984 era stata compiuta perché sollecitata in tal senso da alcuni funzionari del Vaticano. In pratica, legata al voto di obbedienza, la suora sarebbe stata costretta ad ammettere l’avvenuta consacrazione.

Da sottolineare infine che Maria do Fetal, cugina e confidente di suor Lucia, per anni aveva affermato che la stessa suor Lucia non considerava effettuata la consacrazione del 1984. Tuttavia, anch’essa nell’estate del 1989 cambiò improvvisamente orientamento dicendo che la consacrazione del 1984 era da ritenersi compiuta.

Più semplicemente, stando ai fatti, suor Lucia si limitò a dire che il Cielo aveva “accolto” quell’atto, ma non era la consacrazione solenne e conclamata che aveva richiesto, era un “affidamento”, e tuttavia se non poteva adempiere alla grande promessa in cambio della consacrazione della Russia, che non era avvenuta, avrebbe concesso alcune grazie, come segno di “gradimento”. E in effetti cominciò la crisi palese del regime comunista, e, si è saputo poi, fu evitato (lo vedremo meglio tra poco) un grande conflitto mondiale: la tensione tra Usa e Urss e la reciproca rincorsa alle armi, aveva superato tutti i limiti di guardia. Un incidente… mise in ginocchio la potenza nucleare dell’Urss, tanto da rendere ormai impossibile la competizione con gli scudi spaziali americani.

E infine papa Francesco

Anche Papa Bergoglio si è inserito nella lunga sequenza di consacrazioni: il 13 ottobre 2013 in occasione della Giornata Mariana promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione.

Anche stavolta le attese sono state pesantemente deluse perché Papa Francesco non ha pronunciato la parola “Russia” né “Fatima”, né “Cuore Immacolato”. In realtà nelle intenzioni del Papa questo atto non voleva essere un nuovo tentativo di consacrazione della Russia quanto un porre l’umanità sotto la protezione divina.

Egli ha pronunciato una formula alquanto generica richiamandosi all’affidamento alla Madre di Dio. I fedeli che gremivano Piazza San Pietro stavolta ci contavano davvero in una formula di consacrazione che nominasse esplicitamente in modo chiaro e netto la Russia anche perché era presente la statua della Madonna di Fatima fatta pervenire appositamente dalla località portoghese:

«Questa sera, Madre, ti ringraziamo per la tua fede, di donna forte e umile; rinnoviamo il nostro affidamento a te, Madre della nostra fede. Amen».

Anche la preghiera finale, peraltro espressa finalmente con un linguaggio semplice ed essenziale, non è una consacrazione, ma un atto di affidamento.

Come si vede rispetto ai precedenti tentativi di consacrazione non solo non si è fatto un passo avanti, ma se ne sono fatti molti indietro. Ricapitolando, dal 1942 ad oggi sono state compiute ben sette consacrazioni: apparentemente nemmeno una conforme alle richieste della Madonna.

Nemmeno una valida?

Ora, come disse Maria a suor Lucia nel 1917, anno della rivoluzione comunista non dimentichiamolo, la consacrazione della Russia aveva il fine di evitare che la stessa spargesse i suoi errori per il mondo. Diciamo che da un punto di vista “tecnico” la consacrazione così come richiesta dalla Madonna non è mai avvenuta o perché non è stata mai nominata inequivocabilmente la Russia o perché non hanno partecipato tutti i vescovi cattolici o per entrambi i motivi. Ma soprattutto non c’è dubbio che dal 1917 a oggi la Russia ha sparso i suoi errori per il mondo divulgando il comunismo ovunque (ma come Socci ha dimostrato, da questa rivoluzione discendono le altre, compresa quella nazista). O meglio: non fino a oggi, ma fino al 1989 quando, col crollo del muro di Berlino, è simbolicamente crollato anche il comunismo. Che tuttavia, nel frattempo, si è trasformato in radicalismo di massa e con questa formula sembra davvero ormai dominare tutto l’Occidente… ma non la Russia!

Solo cinque anni prima, nel marzo 1984, c’era stata la consacrazione in Piazza San Pietro di Giovanni Paolo II, ossia quella che appare più conforme alle richieste mariane e su cui la polemica è più accesa fra chi la ritiene pienamente aderente o meno alle richieste di Maria. Come abbiamo visto sopra, la stessa suor Lucia in una presunta lettera alla consorella la considera conforme, ma come atto di “affidamento” non come consacrazione.

Vale la pena sottolineare un episodio poco conosciuto, ma di capitale importanza accaduto solo due mesi dopo quella “consacrazione”. Esattamente il 13 maggio 1984, anniversario delle apparizioni a Fatima, si verificò un grave incidente a Severomorsk, località che ospitava l’arsenale della flotta navale sovietica del Mare del Nord di base a Murmansk. Secondo lo storico ed esperto di storia militare Alberto Leoni:

«È difficile sottovalutare l’importanza di quell’incidente. I sovietici, in previsione dell’offensiva a Occidente, avevano provveduto allo stoccaggio di numerosi missili antiaerei e antinave in vecchi depositi usati durante la Seconda guerra mondiale, inadeguati a contenere ordigni muniti di propellenti liquidi estremamente infiammabili. Pare dunque che il 13 maggio 1984 nell’arsenale sia scoppiato un incendio e che solo l’eroismo di un gruppo di marinai abbia impedito l’esplosione di tutto l’arsenale».

La notizia trova inoltre conferma nel libro “America’s Nuclear Legacy” di Wayne D. LeBaron. L’incidente in sostanza privava l’URSS di gran parte delle sue risorse belliche forse destinate a un poderoso attacco contro l’Occidente scatenando la Terza guerra mondiale.

Successivamente, l’8 dicembre 1987 e l’8 dicembre 1991, festa dell’Immacolata Concezione, venne firmato rispettivamente il trattato sulla riduzione dell’arsenale nucleare fra Reagan e Gorbaciov e nasceva la CSI (Confederazione Stati Indipendenti) in luogo dell’Unione Sovietica ormai in rapido disfacimento.

Da sottolineare infine che la bandiera rossa con tanto di falce&martello fu ammainata dal Cremlino proprio il giorno di Natale.

Quindi i casi sono due: o la consacrazione di Giovanni Paolo II del 1984 era conforme ai desideri di Maria come dimostra anche la coincidenza delle date fra eventi e festività mariane, oppure non lo era, è stata fatta troppo tardi e quindi l’impero comunista si è dissolto per morte naturale.

Se la prima ipotesi è valida, compiere prima la consacrazione (già dal 1929 secondo le richieste della Madonna) ci avrebbe risparmiato un secolo di orrori: seconda guerra mondiale, guerra fredda, guerra del Vietnam e mediorientali, secolarizzazione selvaggia, declino della religione, etc.

Oppure possiamo considerare la consacrazione del 1984 non conforme e, di conseguenza, continuare a pensare che la Russia sta spargendo i suoi errori in tutto il mondo.

La Russia si è convertita?

Dovremmo però cercare di capire di quali errori si tratta. La Russia oggi si può considerare l’ultimo bastione della cristianità di contro a un Occidente fortemente secolarizzato se non addirittura anticristiano.
La Chiesa russa ortodossa gode di ottima salute: i 2/3 abbondanti dei russi si dicono cristiano-ortodossi. Del resto da sempre e nonostante settant’anni di comunismo l’anima del popolo russo è profondamente religiosa. L’appartenenza religiosa è il tratto distintivo che scolpisce l’identità russa come principale discriminante rispetto al materialismo e riduzionismo scientista occidentale. È paradossale che proprio la nazione (o meglio il territorio) che aveva diffuso l’ateismo nel mondo sia ora il più radicato nei valori cristiani.

Lo stesso Vladimir Putin si è più volte proclamato cristiano, appartenenza del resto non solo espressa a parole, ma anche a gesti.

Putin il 25 novembre 2013 ha incontrato Papa Francesco e gli ha donato una preziosa icona russa raffigurante la Madonna di Vladimir una delle più venerate nel mondo ortodosso. Dopo essersi segnato col segno della croce alla maniera ortodossa (con le dita della mano destra unite), Putin ha baciato l’icona e l’ha donata al Papa che ha ripetuto i medesimi gesti.

Nell’incontro svoltosi il 19 settembre 2013 in occasione del Valdai International Discussion Club, una sorta di forum internazionale sulla Russia, Putin ha tenuto un discorso da far accapponare la pelle: pane al pane e vino al vino o, se si preferisce ha adottato il “sì sì-no no” evangelico nel delineare in alcuni passaggi lo stato del mondo odierno.

Ampi stralci del discorso di Vladimir Putin sono stati pubblicati dall’ottimo sito www.ilnodogordiano.it. Qui ci limitiamo a segnalare un passaggio fondamentale dove tra l’altro Putin nomina esplicitamente non solo Dio, ma anche satana:

«Altra grave sfida all’identità della Russia è legata ad eventi che hanno luogo nel mondo. Sono aspetti insieme di politica estera, e morali. Possiamo vedere come i Paesi euro-atlantici stanno ripudiando le loro radici, persino le radici cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Essi rinnegano i principi morali e tutte le identità tradizionali: nazionali, culturali, religiose e financo sessuali. Stanno applicando direttive che parificano le famiglie a convivenze di partners dello stesso sesso, la fede in Dio con la credenza in Satana.

«La “political correctness” ha raggiunto tali eccessi, che ci sono persone che discutono seriamente di registrare partiti politici che promuovono la pedofilia. In molti Paesi europei la gente ha ritegno o ha paura di manifestare la sua religione. Le festività sono abolite o chiamate con altri nomi; la loro essenza (religiosa) viene nascosta, così come il loro fondamento morale. Sono convinto che questo apre una strada diretta verso il degrado e il regresso, che sbocca in una profondissima crisi demografica e morale».

Secondo alcuni osservatori cattolico tradizionalisti la consacrazione della Russia a Maria non sarebbe ancora stata compiuta: se così fosse dovremmo concludere che la Russia continua a disseminare i suoi errori per il mondo come disse la Madonna a suor Lucia nel 1917.

È indubbio però che se per errori intendiamo parlare di materialismo, ateismo, darwinismo sociale la fonte degli errori non è certo la Russia, ma l’Occidente dove in nome del relativismo e del “politicamente corretto” qualsiasi stravaganza se non addirittura nefandezza, lo stesso sovvertimento della legge naturale inscritta da Dio nel cuore di ogni uomo, vengono sostenuti con indifferenza.

Basta osservare del resto con quale veemenza il media system occidentale si è scagliato contro Putin in occasione della penosa vicenda delle “pussy riot” o come cerchino di farlo passare come un oscurantista, una specie di Torquemada dell’epoca moderna approfittando della vetrina mediatica delle olimpiadi invernali di Sochi in Russia dove Obama ha pensato bene di far sfilare come portabandiera della delegazione USA l’ex tennista Billy Jean King icona del movimento gay mondiale.

Stando così le cose ora ci si domanda seriamente se non sia il caso di consacrare a Maria l’Unione Europea e gli Stati Uniti anziché la Russia.

::

Leave a Reply


Other News

  • Cultura Primo Piano Società Quella porta aperta sulla tentazione

    Quella porta aperta sulla tentazione

    Di Giancarlo Maria Bregantini 5 marzo 2017 L’Adige È necessario, a volte, nella vita lasciare aperta al dubbio almeno una sola finestrella, senza barricarci definitivamente in certezze incondizionate e troppo sicure. Ritengo, infatti, che non è sempre salutare il sottrarci a tutti i dubbi. Un dubbio ci risana e ci permette di chiederci, con umiltà, “Ma è giusto quello che sto facendo?”. Io spero che in tutti ci siano quei dubbi che ci mantengano svegli, mai assopiti in quel che [...]

    Read more →
  • Attualità Primo Piano Rassegna Web Agire in presenza della coscienza

    Agire in presenza della coscienza

    Di Giancarlo Maria Bregantini 19 febbraio 2017 ladige.it Ogni giorno è una sfida. Siamo fatti per non risparmiarci al faccia a faccia con il mondo, con le sue complessità, con quella realtà che sempre più s’infittisce. Anche quando all’orizzonte spuntano notizie incresciose, come l’ultima lanciata dal Parlamento Europeo di rinforzare ciecamente il fondo internazionale per quelle organizzazioni che hanno come progetto quello di rendere più facile l’accesso all’aborto legale. Addirittura, dopo la ferma decisione del presidente Trump di negare fondi [...]

    Read more →
  • Cultura Primo Piano Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Di Vittoria Todisco 1 febbraio 2017 Il Quotidiano del Molise Benedetto XVI, il Papa emerito, nel pomeriggio della Giornata della Memoria, il 27 gennaio scorso, in Vaticano, ha accolto la dott.ssa Ylenia Fiorenza, presidente del Centro Culturale Internazionale ‘Joseph Ratzinger’ di Campobasso. Un avvenimento speciale che merita di essere condiviso attraverso l’emozione e il racconto della giovane filosofa, fondatrice del Centro a lui dedicato, che ha potuto vivere un momento unico accanto a Joseph Ratzinger, il grande teologo conciliare, prefetto [...]

    Read more →
  • Attualità Rassegna Web Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Di Lorenzo Bertocchi La Verità, 23 dicembre 2016 vanthuanobservatory.org CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Cultura Rassegna Web Matrimonio e libertà

    Matrimonio e libertà

    Di Carlo Caffarra Avila (Spagna), 8 novembre 2016 costanzamiriano.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    Di Ettore Gotti Tedeschi 11 gennaio 2017 rivistaetnie.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente [...]

    Read more →
  • Osservatorio ecclesiale Rassegna Web “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    Di Matteo Matzuzzi 14 Gennaio 2017 ilfoglio.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Di Benedetta Frigerio 15 gennaio 2017 lanuovabq.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →