“La Famiglia e il sentiero interrotto della gratuità”.

30 gennaio 2015 17:10 23 comments

CAMPOBASSO 29 GENNAIO 2015

SCUOLA DI FORMAZIONE SOCIO-POLITICA “BEATO TONIOLO”

ARCIDIOCESI DI CAMPOBASSO-BOJANO

RELAZIONE

Di Ylenia Fiorenza

Presidente del Centro Culturale Internazionale “Joseph Ratzinger”

Forse onori Dio con le labbra mentre il tuo cuore è lontano da lui. (Mt 15, 8-9)

Vedo la Famiglia di oggi incamminata. Incamminata però su un sentiero interrotto: quello della gratuità. Sballottata tra due correnti devastanti: l’indifferenza da una parte e una sorta di moralismo aggressivo dall’altra. Sono molti gli ostacoli presenti che attentano alla sua inviolabilità. Le domande che ruotano attorno alle sue fatiche e alle sue speranze possono, a mio avviso, essere perciò solo esperienziali più che dottrinali. L’impegno permanente della civiltà contemporanea è preservarla dalla nullificazione, dagli accecamenti, proprio perché la Famiglia continui a generare il seme del mondo nuovo, uomini e donne nuove.

In un tempo in cui il mondo sembra convincersi, ogni giorno sempre più, del fatto che l’uomo sia stato “capace”, mediante le sue profanazioni e violazioni, di subordinare a sé persino Dio, mi sembra necessario però costatare che, benché l’uomo si sia riconosciuto talmente libero da imprigionarsi nel suo “io!”, nelle sue trasgressioni, egli risulti piuttosto frantumato e non regnante nella sua identità. Sottomesso dalla “massificazione”, dalla conformazione infetta col mondo. Quello stesso mondo che egli era stato chiamato a dominare, a guidare. E invece, è finito per essere soggiogato da esso.
Ecco perché ritengo, che siamo, infatti, ciò che decidiamo di fare della nostra libertà. E’ sempre così. La libertà, il suo uso, determina la direzione del nostro essere e fonda le radici culturali.

Cosa sta rendendo così depravato il mondo in cui viviamo?

Sicuramente la mancanza dei colori naturali. E’ tutto sempre più artificiale. Le relazioni, le case, le luci, i sogni. Non c’è più tempo né spazio per trovarli nell’ambiente che abitiamo. Questo deriva dal fatto che dalle scuole si sta sempre più esiliando l’ambito umanistico, creando una vera e propria voragine culturale. Siamo di fronte ad una tragica disoccupazione intellettuale! Tutte le materie come la filosofia, l’arte, sono sempre più sradicate dalla comprensione umana. Ecco perché il respiro dell’uomo di oggi è più corto da quello dell’uomo di ieri. Perché è tutto volto alla tecnica, al pensiero ossessivo del guadagno, della competitività di mercato. La tecnica ha sì accorciato le distanze virtuali, ma ha accresciuto le distanze umane. Non c’è più l’attenzione ai sentimenti, alle scienze necessarie perché umanizzanti! Il mondo ha rubato alla nostra sfera più intima i suoi aneliti più profondi. Ecco perché questo sistema tecnicizzando la vita, si impegna a ricreare secondo i suoi canoni d’inganno colori che non solo colori, realtà cariche si illusioni ottiche, perché sa che lo sguardo è tutto. Lì è la nostra attenzione, lì il nostro desiderare, lì il nostro cercare! E’ è lo sguardo che bisogna conquistare per tenere in pugno tutta la persona. Il nostro sguardo si è lasciato sedurre a tal punto da lasciarsi bendare nel gioco delle immagini, negoziando a perdifiato la sua libertà con le apparenze.

In lui vivi, ti muovi e esisti (At 17, 28)

La tecnica completa il suo eccesso, ogni volta che spopola il cuore umano del suo sentire, della nostalgia di qualcosa di più grande che lo trascende. Manipolandolo nella sua sacralità, toglie il lume, adagia in esso, con ogni astuzia e adulazione, il vizio. Ecco perché accanto alla frenesia, è andato crescendo il sentimento della brevità della vita. Si tende, senza farci più caso, a divorare le giornate, piuttosto che a gustarle. E soprattutto la domenica viene trascorsa rinchiusi nei grandi supermercati. Nel momento in cui è dilagato il dramma della solitudine, pur ingabbiati nell’anonimato, per un sorso di compagnia, per una smaniosa ricerca di colori, di suoni, di volti, si finisce col confinarsi nei grandi magazzini. Prima di dichiarare battaglia a piaghe sociali del genere, occorre prima scovare le cause scatenanti in queste dinamiche interiori che si muovono in ciascuno. E poi intervenire.

Perché la Famiglia è chiamata a vivere la domenica, a recuperare la dimensione del riposo comandato nel settimo giorno?

Nell’elaborare una riflessione su questo tema, schematizzo due approcci basilari:
- il primo che riguarda lo specifico della Famiglia che ha il dovere di custodirsi nella Gratuità che l’ha formata.
- il secondo che ci permette di privilegiare la “storicità” del dramma entro cui la Famiglia può sopravvivere al morire, agognato dalla dittatura finanziaria corrente.

Quale profitto c’è per l’uomo in tutto il suo lavoro faticoso per il quale si affatica sotto il sole? (Qo 1, 2-11)

La Famiglia non va ridotta ad uno slogan né ad uno spot. Ciò che dobbiamo fuggire è, secondo me, la fissità che imponiamo alla Famiglia quando la riduciamo solo ad un focus, ad una sfibrante gamma di interpretazioni su base fenomenistico-pregiudiziale quanto statistico-sociologica. Quando cioè ci limitiamo a definirla qualcosa a livello numerico, di più o di meno di quello che già di suo essa rappresenta nella società umana. La corsa trafelata all’epiteto, all’aggettivo, al motto poi ci fa trascurare la sua autentica attitudine, che è quella di spezzare il giogo dell’isolamento, perché essa non potrà mai cessare di esistere, finché nella Creazione aleggerà il desiderio più soave di Dio: “che l’uomo non sia solo!”. Basta imprigionarla in definizioni, perché per sostenerla, ci basta leggerla e considerarla nella sua dimensione valoriale, esistenziale. Perché “Chi sta solo è meno di uno” (Erri De Luca).

Dio ha cura di te (Sap 14, 3)

Finché respiriamo, abbiamo il dovere di esprimere la nostra visione della vita e del mondo e capire con che cosa ci identifichiamo e qual è (se c’è) l’ideale portante della nostra esistenza.
Per questo parto dalla domanda della Bibbia, che secondo me, è davvero essenziale e responsabilizzante per i tempi che viviamo, perché più attuale e più incalzante:

“Custos, quid noctis?” (Is.21,11)

“Custode, si, proprio tu che guardi lontano, a che punto è la notte?”.

La domanda presente in questo passo isaico, ci stimola ad immaginare questo “custode” proiettato nel nostro presente. Abbiamo tre elementi: la notte che sta in mezzo a colui che pone la domanda e colui che risponde. In questo momento mi compiaccio nell’osare queste cinque pennellate, per cinque modelli e cinque atteggiamenti differenti attorno a questo compito di custodia, che ritengo sia il vero e il solo spazio celebrato dalla stessa gratuità. Chi custodisce è perché ha consapevolezza dei doni che ha ricevuto.
1. Il custode indifferente direbbe: “Non so di cosa parli!”.
2. Quello scettico: “Chissà se finirà!”
3. Il custode pessimista: “E’ una notte che diviene sempre più notte!”
4. Il custode politico: “Ci penso io a farla passare…appena ho tempo!”.
5. Il custode credente: “Convertiamoci!”.

Che felice ascensio scorrere su queste diverse risposte! Nella conversione c’è il compimento della gratuità. La custodia esige conversione costante, un perenne e più convinto ritorno alla fonte della gratuità divina!
In quale di questi esempi ci ritroviamo?
Chi è questo custode? Cos’è chiamato a custodire, cosa sta salvaguardando?
Se accostiamo questa immagine alla Famiglia, l’odierna discussione etica tende semplicemente ad aiutare ad uscire dal cameratismo dell’accondiscendenza, perché se c’è una cosa di cui la Famiglia ha bisogno è di trasformare lasciandosi trasformare dal dinamismo valoriale di cui è depositaria e che essa ha già in sé nel momento in cui si è trini-formata.

Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? (Mc 8, 36)

La Famiglia non può, infatti, lasciarsi assorbire dentro un sistema economico, dove si conta solo come produttori e consumatori! L’incontro con il Signore deve aiutarla a riscoprire che “nel grande ‘sì’ che in Gesù Cristo Dio ha detto all’uomo e alla sua vita, all’amore umano, alla nostra libertà e alla nostra intelligenza” (Benedetto XVI), c’è il compiersi di un ‘sì’ alla sua partecipazione responsabile e amorevole nei confronti dell’umanità che la contiene.

Il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato. (Es 20, 11)

Tre sono gli ambiti da fecondare perché sia accolto e testimoniato con amore e fedeltà il comando del sabato. Tre campi strategici entro cui recuperare e sviluppare nuovamente con più coraggio e respiro il grande potenziale umano della creatività, perché la Famiglia ritrovi lo spessore della gratuità custodita: il focolare, la piazza, la parrocchia.

- Il focolare rappresenta quel tempo vissuto dentro le propria mura domestiche, nella calma del sentirsi familiare al proprio habitat quotidiano. Il focolare è lo spazio della fiducia, dove sentirsi al sicuro e se stessi, dove ammettere senza indugio la propria stanchezza e la propria fragilità.

- La piazza è l’agorà dove è possibile e doveroso esprimere nella propria autenticità il proprio esserci. Essa va riconquistata come spazio di confronto, di bellezza ammirata, di scambio intellettuale, di convivialità sociale. Occorre riscattarla da quell’immagine desertificante, di subordinazione alla virtualità. Come? Riempiendola con eventi, con momenti di incontro, passeggiando in essa per tornare a guardarsi negli occhi come cittadini e formare così amicizie. La lettura del mondo politico è sempre partita da lì, da quelle chiacchierate, anche animate, seduti sui gradini di una fontana.

- La parrocchia deve anzitutto chiedersi, con sano realismo, cosa sta offrendo di alternativo ai momenti ricreativi dei centri commerciali. Invece che lagnarsi che la gente passa più tempo nei negozi, la parrocchia deve tornare ad indossare l’abito del coinvolgimento degli spiriti! E attirarli al cuore della Chiesa lasciandosi ispirare quelle belle occasioni che riescono a toccare il cuore. Applicando il miracolo della fede: la gioia.

“C’è un tempo per ogni cosa” (Qo 3, 1)

Una Famiglia che è ridotta ad essere funzionale al mercato, viene mortificata, sabotata, annichilita, privata della dimensione spirituale ed etica e consegnata alle forme tecnocratiche correnti. Viene venduta, de facto, al culto del consumismo e costretta a seguire la campagna dello svuotamento del cuore per il riempimento frenetico dei carrelli della spesa. Se la Famiglia appare sempre più piegata a tutto questo è perché è piagata interiormente da qualcosa che dobbiamo capire.
Ecco perché il dilagarsi irreversibile dell’infelicità, dei casi di separazione e di solitudine, perché essa è costretta a subire passivamente la volontà di un sistema .
Ecco come si è diffusa la cultura dell’evadere chiudendosi dentro i supermercati, in nome della comune utilità! Niente però legittima, l’asservimento, l’esecuzione passiva dei comandi dettati dal dispotismo economico attuale.
E non c’è bisogno di andare chissà verso quali conferme per capire come resistere alle condizioni esteriori così minacciose.

Passi decisi di liberazione.

Il primo passo di questa trasformazione è uscire dall’immanenza, dalla gravitazione verso le schiavitù empiristiche, dalla dimensione “vegetativa”, dove regna solo l’attività esecutiva su quella volitivo-decisionale! Come?
Oltrepassando il confine di quello che, a mio parere, è il nemico più abile, la radice dei mali contemporanei come il materialismo, l’utilitarismo, l’economicismo: il meccanicismo! E’ esso il sepolcro da squarciare con l’eroismo di una gratuità che resiste alla seduzione del motto pubblicitario del “quasi gratis”: pensiero dominante imposto ingegnosamente dalla finanza arbitraria mondiale, rappresentata da un progresso cieco che definirei “inattuale” in quanto non comprende i veri bisogni dell’uomo di oggi e crede di tenere soggiogata a sé la somma dei suoi aneliti più profondi, apparendogli come l’unico idolo da adorare e seguire in questa vita terrena: il dio benessere! Un dio che smuove desideri, li agita nel cuore dell’uomo, ma senza mai poterli soddisfare. E quindi, comprendiamo, che non è il dio non della gratuità, ma il “dio raggiro”, del furto, della rapina, della consumazione senza fondo! E’ il nemico assoluto dell’uomo perché “non gli permette di crescere in libertà” (Papa Francesco).

Se, nella compagine sociale, il mondo finanziario scommette tutto in termini di espansione per diluire sempre più la subordinazione, il potere sull’uomo, la Famiglia, in questo, a mio parere, può essere vincente, risultare rocciosa, perché scommettendo-si in gratuità, si espande in significazione! E cosa conta di più nella vita se non avere un senso, cercarlo, trovarlo, praticarlo, attuarlo, condividerlo! Solo così si sarà felici, perché è il senso che garantisce il principio di conservazione della vita, della famiglia, della libertà, della pace, dell’uguaglianza nella convivenza umana!

Fare memoria del fine per cui Dio ci ha creato.

Chiediamoci allora qual è veramente la “super offerta” salutifera, che destina alla Famiglia le condizioni in grado di garantire la sua gratuità d’amore, di verità, di bellezza, di giustizia nel mondo. Torniamo alla domanda del “Che cos’è la persona?”.
Che ci ha giovato la superbia, che abbiamo guadagnato col vantarci delle ricchezze? Tutte queste cose sono passate come ombra. (Sap 5,3)
Non è la povertà materiale che dobbiamo temere, ma la miseria di valori, di sentimenti, di ragione pratica, di sogni, di speranza, la disoccupazione intellettuale che porta alla pratica totalizzante del guadagno senza lavoro, che seduce la Politica e dissangua i cittadini. Ci stiamo specializzando, senza accorgercene nel peccato contro il Logos, la ragione creatrice che ci insegna come custodire i doni del vivente per la realizzazione di un disegno universale.

Crederai davvero se metterai in pratica con la tua vita la verità in cui credi. (Tt 1, 16).

Quando la Famiglia viene considerata solo per le sue funzioni, è allora che la si stupra.
Ma cosa c’è di diverso che si muove nella famiglia di oggi a differenza di quella di ieri? O cos’è cambiato nei confronti della famiglia?

Sono domande aperte alla grande questione della verità e del bene che ci conducono alla comprensione che la notte ha fine nel momento in cui si sentirà attesa dal giorno, in cui ci sarà desiderio di esso.

Beato te se sarai corretto da Dio (Gv 5,17)

Ricostruire la via della gratuità, riparare il sentiero interrotto del giorno del Signore, significa dare avvio ad un processo reale di liberazione dall’assolutismo consumistico e tornare come famiglia al telaio della trascendenza che si fa consolazione in un mondo sfiduciato.
Per prima cosa bisogna sentire in coscienza che è indispensabile che la Famiglia rischi il suo credere, che non può permettersi di divorziare dal soprannaturale, che deve piuttosto sovvenire ai suoi tre grandi bisogni, di pane, di santità e di amore. E’ nutrendosi alla fonte dell’eucaristia domenicale che si diviene ministri della gratuità nella vita di ogni giorno e non prostrarsi all’avidità degli affari mondani. La Famiglia allora da “deformata” diverrà “dei-formata”, prenderà cioè le sembianze divine e questo sarà il segno irriducibile, rivoluzionario, alternativo, agente, controcorrente del cambiamento che feconderà il nostro tempo perché già la coppia, gli sposi, i genitori, la loro relazionalità, il loro legame amativo”.
In questo senso l’eucaristia ha una valenza anche socio-politica perché congiunge il mondo al cielo, l’uomo a Dio, il visibile all’invisibile, ciò che è a ciò che può essere. Nella liturgia domenicale riposa sacramentalmente il riscatto della storia.

La sofferenza educa lo spirito (Dt 8, 5; Pr 3,11)

Contempliamo nella speranza l’umanità nuova. Nella speranza che vede già i potenti rovesciati dai loro troni di tenebra. Nella speranza che abbraccia il gaudere dell’uomo che dice “grazie” con uno sfogo di lacrime benedette, perché ricorda che il suo Dio è quello che lo salva perché lo ama.
E celebra la sua libertà dal male perché si riconosce persona che come ha espresso sapientemente san Tommaso d’Aquino, “non si realizza esclusivamente nella società” (“homo non ordinatur ad communitatem politicam secundum se totum et secundum omnia sua”), perché nell’essere, nell’operare è totalmente preordinato da Dio.

L’uomo non è sottomesso alla comunità politica secondo tutto se stesso e secondo tutto ciò che è in lui, perché egli è semplicemente una parte della comunità, ed è chiamato a dare il proprio contributo al bene comune con la propria attività privata. Quindi, non può risolvere interamente se stesso nella società, avendo egli una destinazione ultraterrena, dotato cioè di un’entitativa consistenza.
La comunità ha un valore storico. La società è la sua dimensione umana. Ma la persona ha un sigillo eterno, una tensione, una vocazione al divino che viene da Cristo che “passò, per le strade di questo mondo, facendo il bene” (cfr At. 10,38).

Il Figlio dell’uomo, il quale non è venuto al mondo per farsi servire ma per servire (Mc 10, 45).

Ecco perché “Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apra il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini che sono toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini” (Joseph Ratzinger).

Non c’è solo bisogno di altari nelle nostre case, quanto di inginocchiatoi, dove invocare questo sguardo divino e dove chiedere perdono all’Amore non amato in chi ci sta accanto (san Francesco d’Assisi), da dove risalire alle alte vette del Vangelo per assaporare senza fine l’amicizia con Dio.

Grazie per la gratuità del vostro ascolto!

::

VISITA PASTORALE ALLE DIOCESI DI CAMPOBASSO-BOIANO E ISERNIA-VENAFRO

INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO E DELL’INDUSTRIA
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Aula Magna dell’Università degli Studi del Molise (Campobasso)
Sabato, 5 luglio 2014

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Ex Stadio Romagnoli (Campobasso)
Sabato, 5 luglio 2014
«La sapienza liberò dalle sofferenze coloro che la servivano» (Sap 10,9).

::

Leave a Reply


Other News

  • Cultura Primo Piano Società Quella porta aperta sulla tentazione

    Quella porta aperta sulla tentazione

    Di Giancarlo Maria Bregantini 5 marzo 2017 L’Adige È necessario, a volte, nella vita lasciare aperta al dubbio almeno una sola finestrella, senza barricarci definitivamente in certezze incondizionate e troppo sicure. Ritengo, infatti, che non è sempre salutare il sottrarci a tutti i dubbi. Un dubbio ci risana e ci permette di chiederci, con umiltà, “Ma è giusto quello che sto facendo?”. Io spero che in tutti ci siano quei dubbi che ci mantengano svegli, mai assopiti in quel che [...]

    Read more →
  • Attualità Primo Piano Rassegna Web Agire in presenza della coscienza

    Agire in presenza della coscienza

    Di Giancarlo Maria Bregantini 19 febbraio 2017 ladige.it Ogni giorno è una sfida. Siamo fatti per non risparmiarci al faccia a faccia con il mondo, con le sue complessità, con quella realtà che sempre più s’infittisce. Anche quando all’orizzonte spuntano notizie incresciose, come l’ultima lanciata dal Parlamento Europeo di rinforzare ciecamente il fondo internazionale per quelle organizzazioni che hanno come progetto quello di rendere più facile l’accesso all’aborto legale. Addirittura, dopo la ferma decisione del presidente Trump di negare fondi [...]

    Read more →
  • Cultura Primo Piano Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Di Vittoria Todisco 1 febbraio 2017 Il Quotidiano del Molise Benedetto XVI, il Papa emerito, nel pomeriggio della Giornata della Memoria, il 27 gennaio scorso, in Vaticano, ha accolto la dott.ssa Ylenia Fiorenza, presidente del Centro Culturale Internazionale ‘Joseph Ratzinger’ di Campobasso. Un avvenimento speciale che merita di essere condiviso attraverso l’emozione e il racconto della giovane filosofa, fondatrice del Centro a lui dedicato, che ha potuto vivere un momento unico accanto a Joseph Ratzinger, il grande teologo conciliare, prefetto [...]

    Read more →
  • Attualità Rassegna Web Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Di Lorenzo Bertocchi La Verità, 23 dicembre 2016 vanthuanobservatory.org CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Cultura Rassegna Web Matrimonio e libertà

    Matrimonio e libertà

    Di Carlo Caffarra Avila (Spagna), 8 novembre 2016 costanzamiriano.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    Di Ettore Gotti Tedeschi 11 gennaio 2017 rivistaetnie.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente [...]

    Read more →
  • Osservatorio ecclesiale Rassegna Web “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    Di Matteo Matzuzzi 14 Gennaio 2017 ilfoglio.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Di Benedetta Frigerio 15 gennaio 2017 lanuovabq.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →