Ideologia globalista: zoom sui principali organismi internazionali coinvolti

11 febbraio 2015 09:49 55 comments

Di Giuseppe Brienza

Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa N. 3 anno X

Luglio – Settembre 2014

vanthuanobservatory.org

Scheda di presentazione dei principali Organismi internazionali impegnati oggi, direttamente o indirettamente, nel campo dell’ideologia antinatalista e di promozione pianificata dell’ideologia del gender

Consiglio d’Europa 1

Il Consiglio d’Europa, istituito il 5 maggio 1949 col Trattato di Londra, è la principale organizzazione di difesa dei diritti umani del continente. Include 47 Stati membri, 28 dei quali fanno anche parte dell’Unione europea. Tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono segnatari della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, un trattato concepito per proteggere i diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto.

La Corte europea dei diritti dell’uomo supervisiona l’attuazione della Convenzione negli Stati membri. Individui singoli possono denunciare violazioni dei diritti umani alla Corte di Strasburgo, una volta che tutte le possibilità di appello siano state esaurite nello Stato membro in questione. L’Unione europea si sta preparando a firmare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, creando così uno spazio giuridico europeo comune per più di 820 milioni di cittadini.

Consiglio Economico e Sociale 2

Il Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc) è stato creato, in conformità con la Carta delle Nazioni Unite, come organizzazione principale avente lo scopo di coordinare il lavoro economico, sociale e altro lavoro correlato delle 14 agenzie Onu specializzate, le nove commissioni funzionali e le cinque commissioni regionali. Il Consiglio riceve anche rapporti dagli 11 fondi e programmi delle Nazioni Unite. L’Ecosoc è il forum centrale per la discussione di questioni economiche e sociali internazionali, e per la formulazione di raccomandazioni relativamente alle politiche indirizzate agli Stati membri e al sistema delle Nazioni Unite.

Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura 3

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite con il mandato di aiutare ad accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale. La Fao lavora al servizio dei suoi Paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura.

Fondata il 16 ottobre 1945 a Città del Québec, in Canada, dal 1951 la sua sede è stata trasferita da Washington a Roma presso il Palazzo Fao. Attualmente ne sono membri 191 Paesi più l’Unione europea.

Organizzazione Internazionale del Lavoro 4

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne. I suoi principali obiettivi sono: promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l’occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro.

L’Oil, alla quale aderiscono attualmente 185 Stati membri ed è stata istituita nel 1919 con il Trattato di Versailles che pose fine alla Prima guerra mondiale, è oggi l’unica agenzia delle Nazioni Unite con una struttura tripartita: i rappresentanti dei governi, degli imprenditori e dei lavoratori determinano congiuntamente le politiche ed i programmi dell’Organizzazione.

Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord 5

L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (Nato o Alleanza Atlantica) è un’organizzazione intergovernativa costituita nel 1949 allo scopo di assicurare la pace e la sicurezza in Europa. L’organo di vertice – il Consiglio Atlantico – è costituito dai Rappresentanti Permanenti dei Paesi membri, che fanno capo ai rispettivi Ministeri degli Affari Esteri, ed è presieduto da un Segretario generale, dal 1° gennaio 2004, l’olandese Jaap de Hoop Scheffer.

Fanno parte della Nato 26 Paesi: oltre all’Italia, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito, Turchia, Ungheria e Stati Uniti, nonché, a partire dal 2 aprile 2004, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovenia e Slovacchia.

Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico 6

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) è stata istituita con la Convenzione sull’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, firmata il 14 dicembre 1960, ed entrata in vigore il 30 settembre 1961, sostituendo l’Oece, creata nel 1948 per amministrare il cosiddetto “Piano Marshall” per la ricostruzione postbellica dell’economia europea.
Dai 20 Paesi iniziali, tra cui l’Italia, Paese fondatore, l’Ocse raccoglie oggi 34 Paesi membri (Australia, Austria, Belgio, Canada, Cile, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria), tra i quali Cile, Estonia, Israele e Slovenia di più recente adesione (tra maggio e dicembre 2010).

Organizzazione Mondiale della Sanità 7

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), alla quale aderiscono 195 Stati membri, è l’agenzia specializzata dell’Onu per la salute, fondata il 22 luglio 1946 ed entrata in funzione il 7 aprile 1948.
L’obiettivo dell’Oms, così come precisato nella relativa costituzione, è il raggiungimento da parte di tutte le popolazioni del livello più alto possibile di salute, definita nella medesima costituzione come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattia o di infermità.

Organizzazione delle Nazioni Unite 8

L’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) è un’unione di Stati (ad oggi 192) a competenza generale e a vocazione universale, fondata nel 1945. L’Italia ne è membro dal 1955, laddove la Santa Sede, dal 1964, ne ha lo status di “Osservatore permanente”, senza diritto di voto, per una precisa scelta diplomatica, desiderando mantenersi neutrale riguardo a problemi di varia natura.
Una sua partecipazione come Stato membro, in effetti, finirebbe per coinvolgerla direttamente in questioni politiche, militari, economiche e commerciali non consone alla sua missione universale.
Obiettivi principali dell’Onu, elencati all’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite e ai quali la Santa Sede ha sempre dato un apporto esterno efficace e fattivo 9, sono quelli volti al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale (sicurezza collettiva).

In subordine, l’Organizzazione internazionale è impegnata a sviluppare relazioni amichevoli fra le nazioni, sulla base del rispetto dell’eguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, promuovere la cooperazione internazionale in materia economica, sociale e culturale (cooperazione allo sviluppo) ed, infine, assicurare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
Proprio in quest’ultimo campo si riscontra, una sempre maggiore divergenza d’intenti e di obiettivi tra l’attività dell’Onu e quella della Chiesa Cattolica. In particolare, con l’introduzione da parte dell’Organizzazione, almeno dagli anni 1990, del controverso tema della “salute riproduttiva”, le strade internazionali del Palazzo di Vetro e della Santa Sede sono iniziate a divaricarsi. Il termine, finalizzato all’affermazione dell’aborto come “diritto umano”, è stato infatti negli ultimi decenni oggetto di ferme critiche da parte dei principali rappresentanti della Santa Sede. In particolare, l’allora presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia (1990-2008), il cardinale Alfonso López Trujillo (1935-2008), ha denunciato in più occasioni come «l’impressionante dilagare del massacro dell’aborto mostra l’uso relativo di un diritto, che dovrebbe essere fondamentale. […] Nell’equivocità crescente si arriva anche a proporre nuovi diritti, non come conquista in temi prima non riconosciuti che meritano di essere presi in considerazione, ma come nuove forme di manipolazione» 10.

A partire da un incontro promosso dallo stesso Pontificio Consiglio per la Famiglia con le principali Organizzazioni non governative d’ispirazione cristiana, tenutosi a Roma dal 26 al 27 novembre 1999, durante il quale, rievoca il cardinale López Trujillo,«affiorò drammaticamente la preoccupazione e l’opportunità di informare i partecipanti nelle diverse conferenze e riunioni delle Nazioni Unite, come pure i Parlamenti, i Movimenti apostolici ecc. riguardo ai termini e alle espressioni ambigue, per evitare che essi rimanessero sorpresi e disorientati nella loro buona volontà» 11, si sono intensificate le critiche di associazioni e gruppi pro-life nei confronti dell’Organizzazione internazionale, e non solo a causa del suo incessante attivismo nel promuovere l’aborto e la contraccezione, ma anche per il sostegno a temi altrettanto discutibili come l’omosessualismo e le rivendicazioni vetero-femministe.

Nonostante la condivisione di queste ed altre critiche, la Santa Sede non si è comunque finora unita a quelle associazioni, nazionali ed internazionali, che rifiutano ormai l’Onu nel suo complesso, chiedendone addirittura lo scioglimento. La Chiesa, infatti, ne valuta ancora il ruolo essenziale in settori chiave come quelli della non proliferazione e controllo degli armamenti, la lotta contro la droga e la difesa del diritto internazionale umanitario, auspicandone piuttosto una incisiva riforma organizzativa e culturale. I tentativi realizzati in questo senso in occasione del 60mo anniversario dell’Organizzazione (2005), sono però falliti e, nell’ultimo decennio, solo qualche riforma di importanza minore è stata conseguita, riforma che tra l’altro non ha intaccato le problematiche organizzative e funzionali.

Eppure il Segretario generale dell’Onu (1996-2006) Kofi Annan, aveva promosso durante tutto il suo mandato riforme di cui l’Organizzazione, a suo avviso, aveva indifferibile bisogno. Secondo il diplomatico ghanese, infatti, l’Onu non stava ormai lavorando come doveva: «Nelle occasioni in cui avremmo dovuto essere agili e flessibili, siamo stati spesso troppo burocratici; le nostre molteplici strutture hanno talvolta lavorato coordinandosi poco o nulla tra loro» 12. Inoltre, sempre secondo Annan, erano completamente da riformare le modalità di finanziamento dell’organizzazione, «per porre fine al cronico pericolo di bancarotta con il quale l’Onu si trova a convivere; dobbiamo razionalizzare gli interventi, tagliare gli organici e dunque i costi».

Solo nell’ambito dello sviluppo e della cooperazione internazionale, infatti, operano ancora una quindicina di agenzie specializzate, dalla Fao all’Unesco, all’Oms, che danno vita ad un intricato dedalo di poteri e competenze, che assorbe finanziamenti enormi, con un budget regolare che si aggira intorno al miliardo e mezzo di dollari, pagato dai contribuenti dei singoli Stati membri 13. Che cercano da parte loro di strumentalizzare l’Organizzazione (soprattutto l’Assemblea generale) sviandola dai propri scopi istituzionali. Basti citare un solo macroscopico esempio che, risalente alla sessione dell’Assemblea generale dell’Onu del dicembre 2008, ritorna oggi di drammatica attualità in Italia ed in Europa. In quell’occasione, infatti, il governo della Francia presentò una mozione su “orientamento sessuale e identità di genere”, firmata poi da 66 Paesi, che intendeva fissare questi principi a livello internazionale per ottenere obiettivi legislativi alla fine realizzati in patria a distanza di soli cinque anni 14. I contenuti di tale mozione, come è stato giustamente osservato, andavano «ben oltre la lotta alla discriminazione e anche ben oltre la legislazione vigente in Francia. Perché allora fare una battaglia all’Onu e non nel proprio Paese? Perché se certi principi passano a livello internazionale diventa molto più semplice tradurli in legge nel proprio Paese evitando i rischi di un dibattito nazionale, anche dagli effetti laceranti, che inevitabilmente una proposta di legge comporterebbe» 15.

Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa 16

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) è un’organizzazione di sicurezza paneuropea i cui 56 Stati partecipanti coprono l’area geografica da Vancouver (Canada) a Vladivostok (Russia). Quale accordo regionale ai sensi del Capitolo VIII della Carta delle Nazioni Unite, l’Osce si è autodefinita strumento fondamentale nella sua regione per il preallarme, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi e la ricostruzione successiva ai conflitti in Europa.

Fra le varie organizzazioni internazionali, è quella che meno ha contribuito all’ideologia globalista. Come dichiarato dall’arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, nel suo intervento del 6 dicembre 2011 al Consiglio ministeriale dell’Organizzazione, infatti, «Nel corso degli anni, l’Osce si è ritagliata impegni notevoli a favore della difesa delle libertà fondamentali e dei diritti umani. Questi impegni rimangono ancora validi e necessitano di una articolazione più chiara per poter fungere da piattaforma per un programma positivo per la pace. È la dignità della persona umana a motivare il desiderio della nostra Organizzazione di operare per la realizzazione efficace di tutti i diritti umani»17.

Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione 18

Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa) è un fondo istituito dall’Onu nel 1969 per il supporto delle popolazioni in situazioni di crisi. Attualmente la sua missione, da statuto, sarebbe quella di «contribuire a creare un mondo dove ogni gravidanza sia desiderata, ogni nascita protetta e dove ogni giovane possa sviluppare il proprio potenziale».

L’Unfpa lavora in partnership con i governi, altre entità e agenzie di cooperazione bilaterale e multilaterale e con la società civile. L’agenzia si basa in primis sul quadro normativo del piano di azione della Conferenza del Cairo su Popolazione e Sviluppo del 1994 e sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio, fissati nel 2000 dal “Vertice del Millennio” dell’Onu.

La sede dell’Organizzazione è a New York, ma il Fondo opera in almeno 150 Paesi del mondo, ed ha 129 uffici nazionali, dove attua programmi che vanno al di là dell’appoggio specialistico alla produzione di normative rispettose degli standard internazionali su popolazione e sviluppo. L’agenzia interviene attivamente in Paesi in via di sviluppo, in situazione post-conflitto o fragili, e in crisi umanitarie.
Ogni anno pubblica un Rapporto annuale su “Lo stato della popolazione nel mondo”. Nel 2005 è stato dedicato alla condizione femminile, contribuendo a fare da battistrada all’ideologia del gender.

L’edizione italiana del Rapporto, infatti, intitolata La promessa dell’uguaglianza. Equità di genere, salute riproduttiva e gli Obiettivi di sviluppo del millennio, è stata curata dall’Aidos, l’Associazione italiana donne per lo sviluppo, che ha enfatizzato la “denuncia”, qui ed altrove proclamata come priorità assoluta dall’Unfpa, della cosiddetta “violenza di genere” che, si afferma nel Rapporto, «continua incontrastata sia nei Paesi ricchi che in quelli poveri».

Non manca inoltre nelle varie edizioni del documento la trattazione di un altro tra gli argomenti più cari all’Unfpa, quale quello della necessità di aumentare la distribuzione dei contraccettivi per favorire lo sviluppo, specialmente dei Paesi poveri.

Molti dei concetti e degli orientamenti di fondo che sottendono o sono apertamente veicolati dalle iniziative ed attività dell’Unfpa presentano una connotazione relativista ed anti-natalista. Si consideri ad esempio il vocabolario ideologico utilizzato dall’Organizzazione, con l’uso di termini come “pianificazione familiare” e “salute riproduttiva”, sulla base dei quali sono state persino rivolte negli scorsi anni all’Unfpa accuse di complicità con i programmi anti-natalisti del governo cinese, spesso caratterizzati da una carenza nel rispetto per le donne e dall’imposizione dell’aborto coatto.

Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani 19

L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (Unhcr) è stata istituita con la risoluzione n. 141 del 1948 dell’Assemblea generale Onu, col compito di assistere i cittadini europei fuggiti dalle proprie case a causa del Secondo conflitto mondiale. Sulla base di previsioni ottimistiche, il 14 dicembre 1950, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituisce l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati con un mandato di tre anni necessari per portare a termine il proprio compito e destinato poi a sciogliersi. Il 28 luglio dell’anno successivo viene adottata la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati, base giuridica dell’assistenza ai rifugiati e statuto guida dell’attività dell’Unhcr.

L’agenzia Onu per i rifugiati riceve le linee di indirizzo dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dal Consiglio Economico e Sociale (Ecosoc). Il Comitato esecutivo dell’Unhcr, composto da 79 membri, approva i programmi biennali dell’Agenzia e il corrispondente bilancio.

Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia 20

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef ) è stato istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione n. 57 dell’11 dicembre 1946 per assistere i bambini dei Paesi europei dopo la Seconda guerra mondiale. Inizialmente aveva un carattere straordinario e limitato nello scopo ma, nell’ottobre del 1953, l’Assemblea generale l’ha trasformato in un organo sussidiario permanente, denominandolo United Nations Children’s Fund, con sigla invariata.

Fanno parte dell’Unicef, che ha la sua sede principale a New York, 192 Stati membri. La Santa Sede non aderisce a questa organizzazione internazionale principalmente perché, a partire dagli anni 1960, ha intrapreso la destinazione di crescenti fondi alla contraccezione distogliendoli agli investimenti nella cura e nella promozione dell’infanzia. L’idea che, progressivamente, si è affermata in seno all’Unicef, e non è stata mai condivisa dalla Chiesa cattolica, è in sostanza quella per cui occorre prioritariamente aiutare i bambini già nati, evitando che ne arrivino altri a contendere le risorse già scarse.

Unione europea – Parlamento europeo 21

L’Unione europea è un partenariato economico e politico, unico nel suo genere, nato all’indomani della Seconda guerra mondiale, con l’obiettivo di promuovere la cooperazione economica tra i Paesi membri, sul presupposto che il commercio produce un’interdipendenza riducendo i rischi di conflitto fra di essi. Con i Trattati di Roma, del 1958, nasce dunque la Comunità economica europea (Cee), tra sei Stati “fondatori”: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Da allora, è stato creato un grande mercato unico ma, con il Trattato di Maastricht (1993), quella che era nata come un’unione puramente economica diventa un’organizzazione dinamica volta a conquistare spazi in molteplici settori nazionali, che vanno dagli aiuti allo sviluppo alla politica ambientale. Per riflettere questo cambiamento il nome Cee è stato sostituito con quello di Unione europea (Ue).

Dal 1979, tale organizzazione ha un’assemblea legislativa elettiva, che è il Parlamento europeo. Esso svolge una funzione di controllo ed è l’unica istituzione europea a essere eletta direttamente dai suoi cittadini. Insieme al Consiglio dell’Unione europea, costituisce una delle due camere che esercitano il potere legislativo nell’Unione.

Per numero di votanti, più di 388 milioni, il Parlamento europeo è la seconda più grande assemblea parlamentare al mondo tra quelle scelte tramite elezioni democratiche, dopo la Camera del Popolo dell’India. Attualmente gli eurodeputati sono 754, e rappresentano circa 500 milioni di abitanti.

Il Parlamento europeo ha svolto un ruolo attivo nella diffusione dell’ideologia del gender e globalista in occasione dei successivi processi di ampliamento dell’Ue che, a partire degli anni ’90, è venuta a ricomprendere ben 28 Paesi europei che coprono buona parte del continente. In particolare, con il pretesto del rispetto dei criteri democratici e del principio di non-discriminazione, l’Assemblea di Strasburgo ha esercitato un’arbitraria influenza nell’imporre i nuovi pseudo-diritti civili agli Stati ex comunisti che sono già entrati o hanno chiesto di entrare nell’Ue 22.

Un caso emblematico di questi ultimi è la Serbia, il cui parlamento ha approvato su pressione di Bruxelles, nel marzo 2009, una legge per garantire, a livello nazionale, “libertà di espressione di orientamento sessuale e di identità di genere”. Come è stato osservato, si tratta di un esito che, in nome dei principi democratici, elude la stessa sovranità popolare, perché la legge serba ispirata all’ideologia del gender è stata approvata «per un semplice motivo: sostenuta dalle organizzazioni per i diritti degli omosessuali, l’Unione europea ha sostanzialmente imposto a Belgrado tale provvedimento quale precondizione per una futura integrazione della Serbia con l’Europa. Così è stata presentata anche al Parlamento di Belgrado, affermando che tale legge aiuterà la Serbia a centrare i “Criteri di Copenaghen”, una lista di provvedimenti richiesti per entrare a far parte dell’Ue che include istituzioni democratiche stabili e la garanzia dei diritti umani»23.

NOTE

[1] Indirizzo: B.P. 431 R6F 67006, Strasbourg Cedex – Francia [www.coe.int].
[2] Indirizzo: United Nations, New York 10017 – Stati Uniti d’America [www.un.org/en/ecosoc].
[3] Indirizzo: Viale delle Terme di Caracalla, 00153 Roma – Italia [www.fao.org].
[4] Indirizzo: Route des Morillons, CH -1211 Geneve – Svizzera [www.ilo.org].
[5] Indirizzo: Rue de Geneve 8, 1140 Bruxelles – Belgio [www.nato.int].
[6] Indirizzo: 2, Rue André Pascal, 75775 Paris Cedex 16 – Francia [www.oecd.org].
[7] Indirizzo: 20, Avenue Appia, CH 1211 Geneve 27 – Svizzera [www.who.int].
[8] Indirizzo: Room S-2560, United Nations, New York 10017 – Stati Uniti d’America [www.un.org].
[9] Cfr. Ivan Santus, Il contributo della Santa Sede al Diritto internazionale, dal diritto d’ingerenza alla responsabilità di proteggere la dignità umana, Cedam, Padova 2012. N. 3 anno X
[10] Alfonso López Trujillo, Prefazione, in Pontificio Consiglio per la Famiglia, Lexicon. Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche, Dehoniane, Bologna 20062, (pp. V-XIV) p. VII.
[11] Ibidem, p. XIII.
[12] Cit. in Alberto Chiara, Inchiesta/Cambiamo l’Onu per salvarla. Passato, presente e futuro delle Nazioni Unite, in «Famiglia Cristiana», n. 4/1998, pp. 94-99, p. 95.
[13] La maggior parte dei programmi specifici, invece, missioni di pace comprese, è finanziata tramite versamenti volontari da parte degli Stati.
[14] È noto infatti che, nell’aprile 2013, la Camera dei deputati francese, a seguito di un impegno diretto del presidente socialista della Repubblica F. Hollande, ha votato definitivamente la legge antropologicamente rivoluzionaria che consente “matrimoni” e adozioni alle coppie dello stesso sesso.
[15] Riccardo Cascioli, Ue e Onu, una questione di princìpi, in «Il Timone», n. 84/giugno 2009, pp. 44-45, p. 45.
[16] Indirizzo: Kartnerring 5-7, 4th floor 1010, Vienna – Austria [www.osce.org].
[17] Cit. in «L’Osservatore Romano», 8 dicembre 2011, p. 2.
[18] Indirizzo: 220 East 42nd Street, New York, NY 10017 – Stati Uniti d’America [www.unfpa.org].
[19] Indirizzo: Palais des Nations, 8-14, Avenue de la Paix, 1211 Geneve 10 – Svizzera [www.unhchr.ch]. N. 3 anno X
[20] Indirizzo: Unicef House, 3, United Nations Plaza, New York 10017 – Stati Uniti d’America [www.unicef.it].
[21] Indirizzo: Rue Wiertz 60, Bruxelles – Belgio [www.europarl.eu.int].
[22] «In nome della nondiscriminazione – ha affermato il cardinale López Trujillo – nei Parlamenti vengono diffusi i progetti delle unioni di fatto, anche delle unioni omosessuali e lesbiche, e persino con la possibilità di adozione»: A. López Trujillo, Prefazione, in Pontificio Consiglio per la Famiglia, Lexicon. Termini ambigui e discussi…, cit., p. VIII.
[23] Riccardo Cascioli, Ue e Onu, una questione di princìpi, cit., p. 44.

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