Il confine largo

3 gennaio 2016 05:53 0 comments

Di Tonino Cantelmi

31 dicembre 2015

costanzamiriano.com

Roberto Benigni, il comico irriverente, Costanza Miriano, la cattolica col tacco 12, e Mario Adinolfi, il devoto anticlericale: ecco a voi il cattolicesimo di “contaminazione” ai tempi di Papa Francesco. E sì, perché Papa Francesco, colui che insegna con la profezia, ha cambiato il concetto di confine: non più una linea, che separa il di qua e il di la, il dentro e il fuori, ma un territorio, un luogo di mezzo, largo, sempre più largo che attira gli abitanti del centro e quelli dell’extraperiferia, contaminandoli inesorabilmente. Insomma il confine non è più una sottile linea di separazione, ma un grande territorio, espanso ed inclusivo, una nuova agorà.

Cosicchè abbiamo coloro che abitano al di là, fuori, ma che fanno incredibili incursioni in questo largo territorio (Benigni), coloro che abitano al di qua, dentro, che pure non rinunciano a percorrere il confine (Miriano) e i tanti nuovi abitanti di questo territorio border, che non possono abitare al di qua e non vogliono più abitare al di là (Adinolfi). Roberto Benigni, colui che strapazzò con irriverenza San Giovanni Paolo II, che è stato l’indimenticabile interprete di un diavoletto simpatico, ma anche del Pap’Occhio, che abita ancora al di là del confine, ebbene proprio lui non rinuncia a metter su uno straordinario spettacolo che ha per protagonista Dio Creatore, i 10 Comandamenti e il Comandamento dell’amore di Gesù. E lo fa molto, ma davvero molto meglio di un mucchio di teologi, di preti e di catechisti. Se ci fossero 1.000 Benigni a spezzare così la Parola, avremmo le chiese strapiene in Italia e le omelie sarebbero finalmente comprensibili e interessanti.

Eppure Benigni abita al di là del confine, ma evidentemente non può non frequentarlo, generando una contaminazione avvincente e entusiasmante. Costanza Miriano, invece, abita per sua dichiarazione al di qua del confine, dentro insomma. Ma anche lei non può non fare incursioni in questo affascinante territorio inventato da Papa Francesco. Scusate l’irriverenza, ma la Miriano ha sdoganato per le donne cattoliche tacchi a spillo, trucchi, decoltè, smalti e, udite udite, calze autoreggenti! Insomma il rosario al polso (lo indossa davvero, l’ho visto) e il rossetto in mano: contaminazioni di rara efficacia. Se ci fossero 1.000 Miriano il messaggio evangelico sarebbe alla moda, allegro e frizzante. E che dire dei nuovi abitanti del confine, di coloro che non vogliono stare fuori e che non si sentono pronti per stare dentro, ma che finalmente hanno un territorio da abitare? Gli abitanti di questo territorio border sono davvero tanti.

Come Mario Adinolfi: politico dichiaratamente non baciapile, smodato giocatore di poker, divorziato eppure antidivorzista, antiabortista, contrario all’utero in affitto e ai falsi (e disumani) miti del progresso e direttore di un giornale che si chiama “La Croce”, facendo riferimento proprio a quella di Cristo. Con 1.000 Adinolfi, il Vangelo sarebbe notizia da prima pagina ogni giorno. Si, i cattolici statici e parrocchiosi come me, rimangono un po’ perplessi di fronte alle contaminazioni, eppure a ben vedere ha ragione Papa Francesco: è questo territorio di confine il nuovo centro, per la sua forza dinamica e per la sua capacità inclusiva. Il cattolicesimo “di contaminazione” è la via: quando Papa Francesco cita Benigni in una omelia o telefona ad Emma Bonino (di cui ho un ricordo personale: mi attaccò pubblicamente e in modo strumentale in una polemica del passato in cui sperimentai, credetemi sulla parola, i suoi pregiudizi anticattolici di allora), ebbene in queste circostanze come in tante altre, Papa Francesco ci indica, in modo profetico e non istituzionale, la strada maestra. Perciò ben vengano Benigni, Miriano, Adinolfi e i tanti altri protagonisti di questa straordinaria invenzione di Papa Francesco: il confine largo!

 

La risposta di Mario Adinolfi

Tonino Cantelmi ha scritto per il blog di Costanza Miriano questo bell’articolo in cui mi infila in un trio che è una onorabile compagnia. Lo ringrazio, centra più di un punto, l’articolo è lucido e importante, leggetelo. Cantelmi si autodefinisce un cattolico “parrocchioso” e io di certo lo sono meno. Ecco io colgo questa occasione per ringraziare le decine di migliaia di cattolici “parrocchiosi” che ho incontrato girando l’Italia, molto molto diversi da me e molto molto migliori di me, ignorati e spesso derisi da un’Italia che si crede pronta a fare a meno di loro, a marginalizzarli, a considerarli vecchi arnesi.

E io invece so che sono proprio quei cattolici “statici” perché radicati l’anima di questo paese, la migliore ragion d’essere dell’essere italiani e senza di loro, umiliando loro, quest’Italia va in rovina e diventa un Paese di Pulcinella, di parole che non valgono nulla, di “musichette mentre fuori c’è la morte”.

La battaglia che è in corso è per l’espulsione dei cattolici italiani dall’agone pubblico. Nelle ventimila parrocchie italiane milioni di italiani “parrocchiosi” resistono.

La Vergine Maria doni loro la forza di non piegarsi e di continuare ad essere esempio, come lo sono i Tonino Cantelmi per quelli come me che sanno combinare casini e poi, semplicemente, fanno qualcosa per emendarsi.

Buon 2016 a chi è statico perché sta sempre con Gesù, a chi non molla la famiglia quando arrivano le difficoltà, a chi prega ogni giorno, a chi ascolta solo Radio Maria e non si fida dei media, a chi recita il rosario, a chi legge il Vangelo ai figli, a chi non si veste alla moda perché ha scelto di avere una famiglia numerosa e fare l’amore sempre aperto alla vita e allora fa sacrifici inenarrabili per far quadrare il bilancio, a chi è casto e a chi è vergine, ai sacerdoti e ai religiosi e alle religiose, ai preti che sbagliano ma non si arrendono e ai cardinali con gli attici che negli attici pregano e fanno grande la Chiesa, ai parroci di strada e ai bambini che vanno a catechismo e poi all’oratorio, a Papa Francesco e a Papa Benedetto, a quei ragazzi e a quelle ragazze che non bevono e non si drogano e propongono a un loro amico di accompagnarli a Messa la domenica fregandosene se beccheranno un no e saranno sfottuti.

Buon 2016 a tutti voi, cattolici italiani, che da sempre trainate questo Paese e se questo Paese non vi dice un enorme grazie, ve ne arrivi uno piccolo, il mio.

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