I disturbi psichiatrici, sempre esistiti. I problemi psicologici (e l’omosessualità) no

29 gennaio 2016 12:45 10 comments

Di Don Marco Scandelli

29 gennaio 2016

papalepapale.com

Mi ero ripromesso di non lasciarmi immischiare pubblicamente nell’agone scatenato intorno al DDL Cirinnà. Non perché non avessi una posizione chiara (certo per nulla omologabile a quelle sbraitate sui social-media), ma perché sono convinto che quando si arriva a dover scendere in piazza, significa che si è persa la vera battaglia che è quella quotidiana dell’educazione. La piazza, dal mio punto di vista, è simile ad una pezza cucita su un vestito strappato. Terrà! Perché ci auguriamo che tenga. Ma fino a quando? Inoltre, la piazza ha un grave difetto d’origine: rischia di essere strumentalizzata ideologicamente.

Ed io, per esperienza, rifuggo dalle ideologie, soprattutto quelle mascherate da “cattolicesimo”. L’ideologia fa male. Tanto male. Può sembrare che aiuti alla “causa”, ma in realtà le instilla un veleno mortifero dal quale poi è difficile liberarsene. L’ideologia batte cassa, chiede il conto. Ed è sempre salato.

Speravo così di cavarmela con un post su Facebook: «La logica del mondo, oggi… se scrivi del Family Day: “Sei omofobo”. Se non scrivi: “Sei piegato alla omodittatura”. Se cerchi di alzare il livello del discorso proponendo un testo che faccia riflettere tutti invece che dividere (perché la ragione non è che sta sempre e solo da una parte): “Sei poco convinto”. Morale della favola: è proprio vero che noi cristiani viviamo nel mondo ma non siamo di questo mondo».

E poi arriviamo a questa mattina. Mi chiama un amico, uno studente di medicina di una grande università italiana, che evidentemente si era azzardato ad entrare nell’agone! Cadendo.

Con un filo di rabbia mista a disillusione, mi racconta che da quando, una settimana fa, un po’ goffamente ha detto ai suoi compagni di corso che sarebbe andato a Roma per prendere parte alla manifestazione del Family Day di domani, ogni volta che apre bocca per dire qualsiasi cosa, parte un coretto di “amici più stretti” (così li ha definiti lui) che lo prendono in giro dicendo che è un “cattolico bigotto”. Ma è anche successo che altri, a mensa, evitassero di sedersi al suo tavolo, sebbene fosse l’unico ad avere posti liberi.

Assediato dai suoi compagni, è andato in crisi e mi ha chiesto di aiutarlo a comprendere tre questioni. Lo ha fatto inviandomi un messaggio, al quale ho risposto sempre via WhatsApp. Mi limito a riportare l’uno e l’altro.

 

Le malattie psichiatriche sono sempre esistite. I problemi psicologici no

Il mio amico mi ha scritto questo messaggio:

«Don, io non cambio la mia posizione. Però l’odio di cui mi sento vittima mi porta a cercare d’andare al nocciolo delle mie convinzioni. Non è bello sentirsi evitati per le proprie posizioni. È molto triste! Per questo desidero che siano il più vere possibili. Se riuscissi a far sparire ogni dubbio che ho, a quel punto non mi interesserebbe più il fatto che mi odino o no. E i miei dubbi sono fondamentalmente questi:

1. Ci sono prove sufficienti per dire che i bambini cresciuti da coppie omosessuali siano diversi?

2. E poi, che la famiglia sia uomo donna, chi l’ha deciso?

3. Infine, l’omosessualità c’è sempre stata? È una variante della normalità o un modo d’essere parallelo?»

Io ho risposto così, e per comodità cito senza uso di virgolette:

Permettimi di fare un discorso più in generale, per poi cercare di arrivare più concretamente a quello che mi chiedi.

Le malattie psichiatriche ci sono sempre state. I cosiddetti “matti” esistono da sempre e abbiamo anche molti esempi storici: pensa a Caligola o Nerone. Le malattie psicologiche invece sono “sorte” in epoca contemporanea. Non a caso la psicologia nel suo senso patologico è nata di fatto solo 200 anni fa con Wilhelm Wundt, ma soprattutto con Sigmund Freud.

I disturbi psicologici nascono dal cambiamento che la società ha cominciato a vivere con le varie rivoluzioni (in primis quella industriale) e con il cambiamento dei costumi. Da uno stato di natura che andava avanti da millenni più o meno stabilmente (fino al XIX secolo un uomo conosceva nel corso di una intera vita quello cui il nostro cervello può essere sottoposto oggi in cinque minuti), la società ha cominciato a costruirsi su basi sempre più differenti modificando dunque il modo naturale attraverso il quale il nostro cervello normalmente cataloga e vive le situazioni quotidiane.

Per capire meglio questo possono essere di aiuto gli studi di alcuni scienziati come Anne Campbell o Noam Chomsky, uno tra i 10 nomi più citati di tutto il 1900.

Tutto questo, nel tempo, ha portato alla nascita dei primi disturbi di personalità. Cosa che si è acuita particolarmente con i grandi cambiamenti del XX secolo ed in particolare e senza dubbio con la nascita e l’affermazione del femminismo e la teoria del gender.

Pensa al fatto che certe cose sono “nate“ e si sono sviluppate anzitutto nei paesi anglosassoni: oggi si dice che sono stati all’avanguardia su certi temi, ma in realtà hanno solo avuto modo di constatare prima cose che da noi si sono manifestate solo con decenni di ritardo, a causa del fatto che noi abbiamo “scombinato” più tardi il naturale e quotidiano vivere dell’uomo.

Infatti, più si va avanti a cambiare l’assetto naturale della vita umana e più nasceranno scompensi e problematiche psicologiche sempre nuove e sempre più radicate.

Se ci limitiamo a parlare o a cercare casi e situazioni, oggi potrebbe apparire che non ci sia differenza tra l’essere cresciuti da genitori eterosessuali o da una coppia omosessuale. Spesso si porta il caso di genitori naturali che si dimostrano come le persone meno adatte a crescere il proprio figlio (pensiamo alla violenza domestica e alla risposta dello Stato attraverso gli affidi). Ma le conseguenze psicologiche che un ulteriore cambiamento dell’assetto naturale potrebbe portare sulle generazioni future non sono affatto prevedibili.

Qui non si tratta, come in tanti stanno ripetendo, di diritti delle coppie omosessuali. In America esistono, per fare un solo esempio, associazioni di figli cresciuti da coppie omosessuali che si stanno battendo perché questo sia vietato nel futuro, una si chiama The Quartet of Truth. Tutti loro, naturalmente, vanno dall’analista, ma la ragione non è la solita presunta discriminazione della società nei confronti di chi li ha cresciuti. Le ragioni sono ben altre.

Del resto, poi, tutti gli esempi sono confutabili, ma sulla base del passato potrei dire questo: io sono cresciuto negli anni ’80 e ’90 in cui certe cose erano più evidenti (perché nuove e meno radicate). Sfido chiunque a dirmi che un figlio che ha vissuto la separazione dei genitori non abbia avuto (ed ha) problemi psicologici molto più forti e radicati che uno nato in una famiglia “mulino bianco”! Non è un giudizio sulle persone, non sto dicendo che sono cattivi. Sto solo constatando la fatica che queste persone hanno vissuto: fatica quanto più grande tanto più piccole d’età esse erano all’epoca.

La tecnologia, per fare un altro esempio, è una grande risorsa, ma scompensa il modus operandi normale del cervello umano sottoponendolo a sforzi quotidiani molto duri con la proposizione di nozioni e dati che senza di essa il cervello non dovrebbe affrontare. Possiamo dire che Internet è una grande risorsa ma è allo stesso tempo un grande problema? Internet non è riconosciuto dal nostro cervello come “naturale”. Poi il cervello è in grado di adattarsi a tutto, ma con grandi sforzi e non senza a volte anche gravissime conseguenze.

Per farla breve, io penso che con l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali si stia aprendo un vaso di Pandora che non sappiamo dove ci porterà, ma prevedibilmente porterà con sé tanti problemi nuovi.

Mi si potrà dire: «Rischiamo!». Io risponderò: «Rischia qualcosa di tuo! Perché dobbiamo fare esperimenti, almeno nella realizzazione non molto dissimili da quelli portati avanti dal Regime Nazista, su bambini innocenti che non possono scegliere?».

 

Chi ha deciso che la famiglia è uomo-donna?

In merito poi alla famiglia uomo-donna, non è che è stato deciso da qualcuno che dovesse essere così. È un dato di fatto incontrastato almeno dalla nascita dell’uomo e della donna. Da sempre e in tutte le società due uomini non sono mai stati considerati famiglia. Solo nella nostra società, con tutti i problemi a livello psicologico che sono nati, sente il bisogno di tale esigenza.

Anche qui. Se si tratta solo di cavilli giuridici possiamo anche chiamare una coppia omosessuale “famiglia”. Che ci vuole? Ma la famiglia da sempre ha avuto un ruolo fondamentale nella società (qualsiasi): la procreazione dei figli per la salvaguardia futura della stessa società.

Ecco perché lo stato ha tra i suoi scopi quello di difendere la famiglia e dovrebbe farlo anche con sgravi fiscali oltreché con le leggi: perché in tal modo sta difendendo se stesso.
Invece, oggi, capita che gli Stati non difendano più se stessi (si vuole creare qualcosa di nuovo) e perciò non sono più interessati a difendere la famiglia e dunque la procreazione. Hai presente quei partiti, movimenti e organizzazioni anche internazionali che hanno tra i propri slogan: «Nel mondo siamo troppi?». Ma qui mi fermo.

 

L’omosessualità non è sempre esistita

E torno così al punto da cui sono partito, dicendoti che in realtà l’omosessualità per come la conosciamo noi non è sempre esistita. Saffo, uno degli emblemi storici dei movimenti LGBT, non era affatto lesbica: insegnava alle fanciulle di Grecia come si faceva ad essere mogli. Faceva cioè capire alle ragazze come dovevano comportarsi con i loro futuri mariti, anche sessualmente. Certo, un lavoro del genere non poteva farlo un uomo! Saffo non era lesbica e questo lo dice qualsiasi libro di letteratura greca.

Prima del XIX secolo si ha notizia solo degli atti di sodomia, considerati come una aberrazione sessuale. Ma un conto sono le azioni che venivano compiute, un altro è dire che ci fosse infatuazione o vero e proprio amore. Infatti, gli atti di sodomia (condannati anche socialmente) erano veri e propri atti di sottomissione. La persona che subiva la sodomia non provava piacere, ma ne era costretta in quanto oggetto di piacere sessuale di matrice sadica. La sodomia era una punizione, la dimostrazione di essere trattati come un “buco” da chi aveva più potere. È ben lungi dall’essere paragonabile ad una storia d’amore.

Fino all’epoca moderna l’omosessualità non esisteva, lo si evince molto bene in un prezioso studio di Roberto Marchesini. Al limite si parlava, appunto, di atti di sodomia.

Del resto, trovami un omosessuale conclamato prima di questo periodo! Potrai rispondermi che non di tutti gli uomini abbiamo la storia; ma se anche ce ne fosse qualcuno, la sostanza non cambierebbe e quanto espresso prima non andrebbe assolutamente in crisi. Pensiamo ancora all’antichità Greca, per esempio: pur esistendo la pederastia in forme anche codificate, essa era concepita solo come strumento pedagogico che andava dai 12 ai 19 anni, poiché allo spuntare della prima barba terminava lo “svezzamento”. Eppure in un clima del genere nessuno si è mai sognato o ha preteso di formare una famiglia omosessuale. Gli adulti erano sempre accompagnati dalle mogli ed avevano dei figli, destino che di lì a poco sarebbe toccato anche agli stessi adolescenti.

Così appare però in tutte le altre società antiche, quali i popoli pre-ispanici nelle Americhe, i cinesi, i romani, ecc., come dimostra uno studio di Jean-Claude Féray letto in modo non ideologico.

Ah. Scusa. E per togliere ogni dubbio, a parte le citazioni che ti ho detto, vorrei farti notare che queste cose non le ha mai dette né un Papa né un Cardinale, ma le diceva Sigmund Freud e le hanno sostenute i suoi discepoli.

Poi, ognuno può credere al romanzo o al film che vuole.

::

Leave a Reply


Other News

  • Cultura Primo Piano Società Quella porta aperta sulla tentazione

    Quella porta aperta sulla tentazione

    Di Giancarlo Maria Bregantini 5 marzo 2017 L’Adige È necessario, a volte, nella vita lasciare aperta al dubbio almeno una sola finestrella, senza barricarci definitivamente in certezze incondizionate e troppo sicure. Ritengo, infatti, che non è sempre salutare il sottrarci a tutti i dubbi. Un dubbio ci risana e ci permette di chiederci, con umiltà, “Ma è giusto quello che sto facendo?”. Io spero che in tutti ci siano quei dubbi che ci mantengano svegli, mai assopiti in quel che [...]

    Read more →
  • Attualità Primo Piano Rassegna Web Agire in presenza della coscienza

    Agire in presenza della coscienza

    Di Giancarlo Maria Bregantini 19 febbraio 2017 ladige.it Ogni giorno è una sfida. Siamo fatti per non risparmiarci al faccia a faccia con il mondo, con le sue complessità, con quella realtà che sempre più s’infittisce. Anche quando all’orizzonte spuntano notizie incresciose, come l’ultima lanciata dal Parlamento Europeo di rinforzare ciecamente il fondo internazionale per quelle organizzazioni che hanno come progetto quello di rendere più facile l’accesso all’aborto legale. Addirittura, dopo la ferma decisione del presidente Trump di negare fondi [...]

    Read more →
  • Cultura Primo Piano Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Joseph Ratzinger: l’Eremita Bianco.

    Di Vittoria Todisco 1 febbraio 2017 Il Quotidiano del Molise Benedetto XVI, il Papa emerito, nel pomeriggio della Giornata della Memoria, il 27 gennaio scorso, in Vaticano, ha accolto la dott.ssa Ylenia Fiorenza, presidente del Centro Culturale Internazionale ‘Joseph Ratzinger’ di Campobasso. Un avvenimento speciale che merita di essere condiviso attraverso l’emozione e il racconto della giovane filosofa, fondatrice del Centro a lui dedicato, che ha potuto vivere un momento unico accanto a Joseph Ratzinger, il grande teologo conciliare, prefetto [...]

    Read more →
  • Attualità Rassegna Web Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Il caos delle migrazioni, le migrazioni nel caos

    Di Lorenzo Bertocchi La Verità, 23 dicembre 2016 vanthuanobservatory.org CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Cultura Rassegna Web Matrimonio e libertà

    Matrimonio e libertà

    Di Carlo Caffarra Avila (Spagna), 8 novembre 2016 costanzamiriano.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    L’immigrazione è una politica per distruggere l’Europa Cristiana

    Di Ettore Gotti Tedeschi 11 gennaio 2017 rivistaetnie.com CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente [...]

    Read more →
  • Osservatorio ecclesiale Rassegna Web “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione”. Intervista al cardinale Caffarra

    Di Matteo Matzuzzi 14 Gennaio 2017 ilfoglio.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →
  • Rassegna Web Società Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Suicidi da divorzio: le storie tabù degli adolescenti

    Di Benedetta Frigerio 15 gennaio 2017 lanuovabq.it CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO   I diritti degli scritti presenti in questo sito sono di esclusiva proprietà dei rispettivi autori e/o editori. Tutti i loghi e marchi presenti in questo sito sono proprietà dei rispettivi proprietari. Tutto il materiale presente su civitas.it è pubblicato a scopo non lucrativo informativo e/o documentale in totale buona fede d’uso. Chiunque avesse eccezioni o vantasse diritti di copyright e volesse farli valere è pregato vivamente di [...]

    Read more →