«I cento anni di Fatima ci ricordano il valore del sacrificio come dono d’amore»

15 aprile 2016 19:46 1 comment

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redazione

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Di Benedetta Frigerio

9 Aprile 2016

tempi.it

L’anno prossimo saranno passati cento anni dalle apparizioni di Fatima, ma le celebrazioni sono già cominciate. A spiegare perché è padre Leonardo Maria Pompei, sacerdote di Latina noto in tutta Italia per le sue catechesi e le sue ricerche sulle apparizioni mariane nel mondo.

Padre Leonardo, come mai il santuario di Fatima ha aperto le celebrazioni del centenario?

Prima di quella della Madonna, ai tre pastorelli, Lucia, Giacinta e Francesco apparve un angelo. Le date non si conoscono con precisione ma, fra la primavera e la fine dell’estate del 1916, un angelo chiese loro la riparazione dei peccati che avevano e avrebbero causato le guerre successive. L’angelo domandò ai pastorelli di offrire sacrifici a Dio, suppliche di conversione per i peccatori e di sopportare «con sottomissione le sofferenze che Dio vi invierà». E ancora chiese ai bambini che giocavano: «Cosa fate?». E poi: «Pregate, pregate molto». Ai bambini, di 6,7 e 10 anni, furono chiesti sacrifici enormi. E questo mi colpì moltissimo.

Perché dice così? Cosa intende?

Lessi questi messaggi quando ero al secondo anno di seminario e rimasi sconvolto per il fatto che venisse domandato tanto a degli innocenti. Dopodiché cominciò un processo lungo e doloroso. Ero cresciuto con una concezione annacquata del cristianesimo, adattata alla modernità. La lettura dei messaggi di Fatima, che erano stati approvati dalla Chiesa, non mi lasciava tranquillo. Dovevo capire chi avesse ragione: la Madonna o chi mi aveva educato? Divorai le vite dei santi, studiai i padri della Chiesa e la dottrina cattolica e scoprii una totale corrispondenza fra la tradizione della Chiesa e i messaggi mariani. Compresi che le teorie moderniste erano solo una piccola e recente parte di una storia che nei 2000 anni precedenti aveva insegnato quello che la Vergine insegna a Fatima.

E cosa insegna la Vergine?

A pregare e sacrificarci per la salvezza propria, dei peccatori e del mondo. In una parola insegna la vita come donazione di sé. Lo fa chiedendo la consacrazione al Suo Cuore Immacolato, possibile a tutti coloro che non vivono in peccato mortale, e istituendo la pratica dei cinque sabati del mese. Infine, chiede la recita quotidiana dei tre misteri del Rosario. E non perché «vuole riempire le anime di paura», come precisò suor Lucia in una lettera al santo Giovanni Paolo II, ma perché «non c’è problema né materiale né spirituale, nazionale o internazionale che non si possa risolvere col Santo Rosario e con i nostri sacrifici. Recitato con amore e devozione, consolerà Maria, tergendo tante lacrime dal suo Cuore Immacolato». In poche parole ci insegna la via alla salvezza.

Com’è cambiata la sua vita alla luce di questi messaggi?

Ho iniziato a seguire Gesù, a cui i santi, i padri della Chiesa e la Madonna richiamano, non più una sua caricatura. Questa via corrispondeva al Vangelo, alla verità che cercavo.

Come mai in questi messaggi c’è questa enfasi sul sacrificio?

Il sacrificio senza amore non ha valore. Il sacrificio di Cristo è salvifico non perché patì, ma perché patì per amore nostro. Quello che chiede la Madonna non è in contraddizione con questo, la stessa suor Lucia nella lettera parla di sacrifici e Rosari fatti e recitati con amore. La via dell’offerta di sé è percorribile solo attingendo alla fonte della carità, una virtù che si alimenta attraverso l’Eucarestia e la Confessione. Certamente però l’amore non è un sentimento di benessere, come descritto dal mondo moderno, ma è rappresentato dalla Passione di Cristo: non è che il Signore non sentisse repulsione per la Croce, ma prevaleva l’amore per noi. Per questo nel Vangelo Gesù dice: «Sforzatevi di passare per la porta stretta».

C’è chi lega il centenario di Fatima con la fine della profezia di papa Leone XIII, il quale vide il diavolo mentre domandava a Dio di tentare la sua Chiesa, ottenendo il permesso di farlo per cento anni.

È quanto meno singolare che la visione avvenga il 13 ottobre del 1884 e che, esattamente 33 anni dopo, il 13 ottobre del 1917, la Madonna appaia a Fatima chiedendo la recita quotidiana del Rosario e che due settimane dopo, il 25 ottobre del 1917, Lenin cominci la rivoluzione con cui instaurò il regime comunista di cui Maria aveva parlato nel secondo segreto ai pastorelli: la Russia avrebbe diffuso i suoi errori se il Papa non l’avesse consacrata al Cuore immacolato di Maria alla presenza di tutti i vescovi del mondo. Cosa che poi il Papa non riuscì a fare. E così, come scrisse suor Lucia a san Giovanni Paolo II nel 1982, «dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il mondo con i suoi errori». Gli errori del comunismo sono l’ateismo e il materialismo oggi imperanti.

Perché la Madonna negli ultimi cento anni appare ed è apparsa in ogni parte della Terra come non mai è accaduto nella storia ripetendo le stesse cose?

Si tratta di un fenomeno senza precedenti: sia le apparizioni riconosciute sia quelle non riconosciute non sono mai state tante. E si capisce perché, se si pensa che questi sono gli anni in cui Dio ha permesso per la prima volta al diavolo di sferzare un attacco al cuore della Chiesa. Per salvarci Dio manda la più grande nemica di Satana. La creatura umana che con la sua umiltà ha superato, divenendone la regina, le creature angeliche di cui Lucifero, il superbo, faceva parte.

Colpisce che la salvezza di un’epoca quanto mai travagliata non venga direttamente da Gesù, ma da Lui tramite una donna, sua madre.

Sono assolutamente certo della veridicità di questo detto: chi educa un uomo educa un individuo, chi educa una donna educa una nazione. Le donne hanno questa ambivalenza estrema, possono essere o fonte di un bene sterminato, imparagonabile a quello che sa fare un uomo, oppure di devastazione altrettanto immensa. Se la donna torna ad essere sposa umile e madre accogliente, allora anche l’uomo torna se stesso. Non è un discorso maschilista: se invece che ribellarsi volendo essere uguale all’uomo assecondasse la sua natura, avrebbe un potere enorme. Quello di raccordare, sanare le divisioni. È qui la fonte della salvezza del mondo. Ecco perché viene Maria, basti pensare alle apparizioni di Maracaibo dove arriva addirittura a dare consigli pratici sulla modestia per valorizzare la femminilità. Maria è poi Maestra che si rivolge a tutti, anche agli alti prelati, al cuore della Chiesa così attaccato.

Se i cento anni di Fatima corrispondessero a quelli della profezia di Leone XIII significherebbe che siamo vicini al trionfo del Cuore Immacolato di Maria annunciato nel terzo segreto?

Nel terzo segreto la Madonna ha parlato del trionfo del suo Cuore Immacolato che, però, come ha spiegato Benedetto XVI nel 2010, non è da considerarsi concluso. Se anche fosse finito il tempo del diavolo, le conseguenze del male, in parte riparabili dalle preghiere e i sacrifici, continuerebbero. Inoltre, le profezie hanno sempre margini aleatori, perciò non possiamo sapere. In ogni caso, quel che conta non è tanto conoscere le date, ma seguire quanto la Madonna ci domanda per aiutarci.

Da dove cominciare?

Ad esempio dalla recita del Rosario o dalla pratica dei cinque sabati del mese. Tramite questa la Madonna ha promesso salvezza e predilezione da parte di Dio: «Come fiori saranno collocate (le anime, ndr) da me innanzi al suo Trono».

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